Puglia, elezioni politiche 2022: si vota per 40 parlamentari

È il giorno della scelta per i 3.217.703 pugliesi chiamati al voto per eleggere 40 parlamentari

di ROSSELLA TANGORRA – Sono 3.217.703 i pugliesi chiamati oggi al voto per eleggere 40 parlamentari. I deputati da eleggere nella regione sono 27 dei quali 10 nei collegi uninominali e 17 nei collegi plurinominali, mentre sono 13 i senatori (5 uninominali e 8 plurinominali).

I deputati che approderanno a Roma sono 27, dei quali 10 nei collegi uninominali e 17 nei collegi plurinominali. Sono invece 13 i senatori (5 negli uninominali e 8 nei plurinominali). Le sezioni aperte nella regione sono 4.028.

Le sfide regionali di oggi contribuiranno a decretare il nuovo assetto del Parlamento e, in alcuni casi, l’esito risulta imprevedibile da decifrare.

L’uninominale della Camera per Bari ne è un esempio: a confrontarsi, sono due personalità diametralmente opposte: Luisa Torsi, scienziata barese di fama internazionale, sostenuta con impegno da tutta la coalizione del centrosinistra contro Davide Bellomo, capogruppo della Lega alla Regione, del centrodestra, intorno al quale si sono raccolte le speranze di ripartire per la futura riconquista del capoluogo. Una sfida dove lo scarto potrebbe essere davvero minimo. A giocare i ruoli dei guastatori, Alberto Claudio De Giglio, ingegnere e comunicatore del M5S e il consigliere municipale Stefano Franco per il Terzo polo.

Un altro duello dagli esiti assolutamente incerti è quello che vede contrapposti, nel collegio uninominale Bari-Molfetta, la conduttrice televisiva Rita Dalla Chiesa per il centrodestra, e l’ex sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio per il centrosinistra. Da un lato, il famoso volto della tv, dall’altro un esponente del territorio. Un braccio di ferro nel quale si inseriscono Nicola Grasso per il M5S e Benedetto Grillo per il Terzo polo.

A Lecce, e ancora una volta nell’uninominale, la sfida considerata incerta è nel Senato: l’ex assessore regionale alla Sanità, Pierluigi Lopalco, per il centrosinistra, dovrà vedersela con il segretario regionale della Lega, il parlamentare uscente Roberto Marti, mentre Antonio Trevisi per il M5S e Alfredo Pagliaro per il Terzo polo, pure in questo caso, avranno il ruolo dei guastatori per un duello tutt’altro che deciso.

Domina l’incertezza anche nei collegi plurinominali, i cosiddetti «listini».
A confrontarsi, sono due modalità di intendere le candidature perché Pd e Sinistra hanno scelto i volti espressione del territorio, gli altri partiti hanno puntato sui grandi nomi, spesso anche direttamente sui leader. Uno su tutti quello di Giorgia Meloni, capolista FdI nel collegio 2, Bari-Molfetta, mentre un altro leader dei “meloniani”, l’ex governatore Raffaele Fitto, è capolista al collegio 4, quello di Lecce.

Stessa linea scelta da Forza Italia: Rita Dalla Chiesa, oltre che nell’uninominale, è candidata, capolista, anche nel collegio plurinominale di Bari-Molfetta, mentre Licia Ronzulli, fedelissima del Cavaliere, è capolista nel grande collegio pugliese del Senato; stessa posizione per il leader della Lega Matteo Salvini, capolista per il Senato

Sempre in tema di big, ha scelto di correre in Puglia per la Camera anche l’ex premier Giuseppe Conte, attuale guida del M5S: originario di Volturara Appula, è il capolista del plurinominale di Foggia.

In Puglia è scesa anche il ministro uscente Mara Carfagna che, dopo la rottura con Fi, è capolista in tutti i collegi plurinominali della Camera per Azione-Italia viva – alle sue spalle, nel collegio di Bari-Molfetta, c’è il dg Arpal in aspettativa Massimo Cassano, già sottosegretario – e, sempre in Puglia, è candidato Gianluigi Paragone, capolista del plurinominale di Lecce, per il suo movimento Italexit.

E poi ci sono i big locali, in molti casi noti anche a livello nazionale, come il vicepresidente del M5S, il tarantino Mario Turco e il ministro Pd Francesco Boccia, capolista per il centrosinistra. Anche il Terzo polo scommette su un nome pugliese al Senato: il viceministro uscente Teresa Bellanova.

Infine, tra gli uscenti ricandidati, ci sono: il sottosegretario alla giustizia Francesco Paolo Sisto (Forza Italia) che correrà nell’uninominale di Bari-Bat per il Senato e il sottosegretario all’istruzione Rossano Sasso (Lega) in corsa alla Camera nell’uninominale di Altamura.

COME SI VOTA
Le sezioni aperte in tutte la regione sono 4.028. I seggi si insedieranno nel pomeriggio di oggi e le urne resteranno aperte dalle 7 alle 23.

I seggi saranno aperti dalle 7 alle 23. Per votare è necessario presentarsi al seggio con un documento di identità (anche se scaduto) e la tessera elettorale che deve avere almeno uno spazio vuoto da timbrare. Per procurarsene un’altra ci si deve rivolgere all’apposito ufficio del proprio comune, che resterà aperto per tutta la durata delle votazioni.

All’elettore verranno consegnate due schede, una di colore rosa per la Camera, e una di colore giallo per il Senato. I modelli delle due schede sono identici. Le schede recano il nome del candidato nel collegio uninominale e, per il collegio plurinominale, il contrassegno di ciascuna lista o i contrassegni delle liste in coalizione ad esso collegate. Accanto al contrassegno delle singole liste sono stampati i nominativi dei relativi candidati nel collegio plurinominale.

Il voto si esprime tracciando un segno nello spazio contenente il contrassegno della lista prescelta e, in tale caso, è espresso sia per lista che per il candidato uninominale a essa collegato. Se è tracciato un segno sul nome del candidato uninominale il voto è espresso anche per la lista a esso collegata e, nel caso di più liste collegate, il voto è ripartito tra le liste della coalizione in proporzione ai voti ottenuti nel collegio. Non è previsto il voto disgiunto.

L’elettore che si rende conto di aver sbagliato nel votare può chiedere al presidente del seggio di sostituire la scheda, potendo esprimere nuovamente il proprio voto. A tal fine, il presidente gli consegnerà una nuova scheda, inserendo quella sostituita tra le schede deteriorate.

È importante non sovrapporre le schede una sull’altra al momento dell’espressione del voto, per evitare che il segno di voto tracciato su una scheda sia visibile anche su quella sottostante.

È opportuno ricordare che i bambini non potranno accompagnare i genitori nella cabina elettorale e all’interno di quest’ultima non potranno essere introdotti telefoni cellulari o simili dispositivi.

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