Episodi di violenza in aumento nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura: quattro operatori feriti, il sindacato denuncia l’inerzia dell’amministrazione e minaccia lo stato di agitazione
Un vero e proprio bollettino di guerra arriva dall’Ospedale Perrino di Brindisi, dove gli operatori sanitari sono costretti a lavorare in un clima di crescente violenza che mette a rischio la loro sicurezza e la qualità dell’assistenza ai pazienti. La CISL FP ha lanciato l’allarme attraverso una lettera ufficiale indirizzata alla Direzione Generale e Sanitaria della ASL di Brindisi, nonché alle forze dell’ordine e alla Prefettura, per denunciare i gravi episodi di aggressione avvenuti di recente.
Particolarmente drammatica la situazione nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC), dove quattro infermieri sono rimasti feriti con traumi cranici, lesioni al menisco, ai legamenti e contusioni oculari. Secondo il sindacato, questi non sono episodi isolati, ma fanno parte di una lunga serie di attacchi che si susseguono da tempo senza che vengano adottate misure di protezione adeguate.
Giuseppe Lacorte, segretario della CISL FP di Brindisi, ha espresso il suo sdegno dichiarando: «Ormai la misura è colma». Il sindacato chiede un incontro urgente con i vertici della ASL, le Forze dell’ordine e la Prefettura per discutere misure di sicurezza e prevenzione. In caso di mancata risposta, la CISL FP minaccia lo stato di agitazione del personale sanitario, con possibili proteste volte a tutelare la sicurezza dei lavoratori e a garantire un’assistenza sanitaria di qualità.
La situazione pone interrogativi seri sulle condizioni di lavoro degli operatori sanitari, che ogni giorno si dedicano alla salute dei cittadini in un ambiente sempre più ostile. La CISL FP esorta le autorità a intervenire con urgenza per mettere fine a questa drammatica escalation di violenza.








