Bari: Ingerenze nelle elezioni comunali del 2019, arresti in carcere e ai domiciliari per 137 persone. Colpito il clan Japigia

I clan di Japigia avrebbero truccato le primarie del centrodestra del 2019 e poi contribuito all’elezione della consigliera comunale Maria Carmen Lorusso, candidata alle elezioni di Bari con la lista «Di Rella Sindaco», per poi passare nella maggioranza di centrosinistra, nella lista “Sud al Centro”. Il tramite sarebbe stato il marito Giacomo Olivieri, finito in manette

Alle prime luci dell’alba, la Polizia di Stato ha eseguito due distinte ordinanze applicative di 137 misure cautelari, riguardanti appartenenti o contigui all’organizzazione mafiosa Parisi – Palermiti, ritenuti responsabili, a vario titolo, del reato di cui all’art. 416 bis c.p., nonché di estorsioni, porto e detenzione di armi da sparo, illecita commercializzazione di sostanze stupefacenti, turbata libertà degli incanti, estorsione commessa nell’ambito di competizioni sportive, tutti reati aggravati dal metodo mafioso, nonché del reato di cui all’art. 416 ter c.p., relativo all’ingerenza elettorale politico – mafiosa, in particolare delle consorterie criminali “Parisi/Palermiti” e “Strisciuglio”, nelle consultazioni amministrative per l’elezione del Sindaco di Bari del 26 maggio 2019, in cui sono stati catalizzati numerosi voti per l’elezione, poi avvenuta, di un consigliere.

È importante evidenziare che gli accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

I clan di Japigia avrebbero truccato le primarie del centrodestra del 2019 e poi contribuito all’elezione della consigliera comunale Maria Carmen Lorusso, candidata alle elezioni di Bari con la lista «Di Rella Sindaco», per poi passare nella maggioranza di centrosinistra, nella lista “Sud al Centro”. Il tramite sarebbe stato il marito Giacomo Olivieri, che secondo la Dda di Bari «organizzava e sosteneva la sua campagna elettorale facendo ricorso a consensi ottenuti da soggetti appartenenti o comunque contigui ad associazioni mafiose».

Si tratta di un’imponente operazione di Polizia Giudiziaria, coordinata da questa Direzione Distrettuale Antimafia, che ha visto l’impiego operativo di circa 1000 poliziotti.

L’indagine ha documentato l’operatività e pericolosità dell’organizzazione mafiosa ed ha consentito anche di registrare la celebrazione di cerimonie di affiliazione secondo il rituale di origine ‘ndranghetista, la consumazione di estorsioni, la ingente disponibilità di armi pronte all’uso, ma anche l’ingerenza del sodalizio in diversi settori della vita sociale, amministrativa ed imprenditoriale del territorio, comprese pesanti interferenze nei confronti di alcune società sportive, tanto da alterare gli esiti di due incontri di calcio dei campionati di Promozione e di Eccellenza, nelle stagioni 2017/2018.

Dall’indagine è venuto fuori come i clan di Japigia avrebbero imposto le assunzioni alla società di trasporto pubblico di Bari, l’AMTAB. A Tommaso Lovreglio, Tommaso Parisi e Michele De Tullio, infatti, viene contestata l’accusa di estorsione aggravata e rapina con il metodo mafioso minacciando «gravi conseguenze derivanti da un eventuale rifiuto di accondiscendere alle loro richieste».

L’operazione di polizia giudiziaria, che rappresenta l’epilogo di meticolose investigazioni, dal 2016 ad oggi, è stata condotta attraverso un paziente e minuzioso lavoro di indagine, coordinato da questa Procura Distrettuale Antimafia, consistito nell’attuazione di una poderosa attività tecnica d’intercettazione – sia telefonica che telematica (che in una occasione ha consentito di sventare un progetto di omicidio) ed ambientale, servizi di pedinamento ed osservazione, perquisizioni, sequestri di armi (30 armi da fuoco tra pistole e mitragliatrici, 3 silenziatori ed oltre 700 cartucce di vario calibro), stupefacenti, somme di denaro con arresti in flagranza di reato, il tutto corroborato e riscontrato dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, nel contesto temporale della guerra di mafia a Japigia che ha prodotto tre omicidi nel 2017.

Contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti cautelari personali, sono in corso di esecuzione sequestri patrimoniali d’urgenza, disposti da questa Direzione Distrettuale Antimafia, di beni e patrimoni riconducibili alle attività delittuose in contestazione o costituenti patrimoni di ingiustificata provenienza, sproporzionati rispetto alle reali capacità reddituali, nei confronti di 16 persone indagate, alcune delle quali già destinatarie delle su indicate misure cautelari personali, per un ammontare approssimativo di circa 20.000.000 (venti milioni) di euro, e comprendenti diversi immobili, tra appartamenti e capannoni industriali, quote di società commerciali, industriali e di servizi, conti correnti bancari e postali, autovetture e beni di lusso.

Il livello di infiltrazione del sodalizio mafioso in taluni settori della vita politica ed imprenditoriale del territorio passava anche attraverso la collocazione di sodali al loro interno, in particolare di un nipote e di un fratello del capo, in maniera da essere presenti all’interno di una società partecipata comunale e una nota società di automotive, in relazione alle quali, il Tribunale Sezione Misure di Prevenzione ha disposto la misura di prevenzione non ablativa dell’amministrazione giudiziaria di aziende ex art. 34 del codice antimafia.

Il Tribunale Sezione Misure di Prevenzione ha altresì disposto il sequestro finalizzato alla confisca di un cospicuo complesso immobiliare, procedimento incardinato su richiesta del Procuratore della Repubblica di Bari, nei confronti di uno degli arrestati, ex consigliere regionale destinatario della misura custodiale in carcere e di sua moglie, attualmente consigliere comunale di Bari e destinataria della misura degli arresti domiciliari (il cui padre è destinatario anch’egli di arresti domiciliari).

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare in argomento, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

I SOGGETTI COINVOLTI

Un’ordinanza di custodia cautelare per Tommy Parisi, il figlio dello storico boss Savinuccio. Arrestato anche Giacomo Olivieri, in passato consigliere regionale, che è stato condotto in carcere, mentre sua moglie, Maria Carmen Lorusso è finita ai domiciliari, così come suo padre Vito Lorusso, l’ex primario dell’Oncologico di Bari, che era arrestato lo scorso 12 luglio mentre stava intascando dei soldi da un paziente, in cambio della promessa di fargli saltare la lista di attesa per un esame.

Arresti anche per Eugenio Palermiti, il figlio Giovanni, il nipote Antonino e il genero Filippo Mineccia. Coinvolti nel maxi blitz anche gli imprenditori Francesco Frezza e Massimo Bellizzi.

TUTTI I NOMI DEGLI ARRESTATI

OPERAZIONE “MAFIA E APPALTI”

IN CARCERE: BARRACCHIA Giuseppangelo (cl. 1979), BELLONE DE GRECIS Giuseppe (cl. 1964), DAMMACCO Mario (cl. 1965), DE TULLIO Donato (cl. 1992), DE TULLIO Michele (cl. 1964), LOVREGLIO Tommaso (cl. 1984), MARINO Gennaro (cl. 1986), MASSARI Mirko (cl. 1984), MASTRORILLI Giovanni (cl. 1976), MEZZINA Sergio (cl. 1973), MINCUZZI Maurizio (cl. 1980), MONTANI Bruna (cl. 1968), MONTANI Bruno (cl. 1980), MONTANI Leonardo (cl. 1975), NACCI Michele (cl. 1987), OLIVIERI Giacomo (cl. 1961), PARISI Massimo (cl. 1973), PARISI Savino (cl. 1960), PETRONE Christopher Luigi (cl. 1984), PETRONI Antonio (cl. 1987), PISCITELLI Michele (cl. 1980), RUGGIERI Sebastiano (cl. 1984), SFORZA Giovanni (cl. 1962), STRISCIUGLIO Gaetano (cl. 1990), TISTI Pasquale (cl. 1978).

AI DOMICILIARI: AZZARITI Vincenzo (cl. 1990), CALZOLAIO Michele (cl. 1963), BELLIZZI Alberto, (cl. 1959), FREZZA Francesco (cl. 1974), LOIODICE Leonarda (cl. 1991), MALDERA Giuseppe (cl. 1982), MAZZELLI Giuseppe (cl. 1982), PAOLICELLI Roberto (cl. 1976), PARISI Radames (cl. 1984), PARISI Tommaso (cl. 1983), PATELLA Massimo (cl. 1975), PETRONELLA Giuseppe (cl. 1981), SETTE Giuseppe (cl. 1972), TAFUNI Giandomenico (cl. 1990), BENEDETTO Saverio (cl. 1962), GRAVINA Maria (cl. 1963), LOPORCHIO Dario (cl. 1974), LORUSSO Maria Carmen (cl. 1986), LORUSSO Vito (cl. 1954), MONTANI Maria (cl. 1972).

INTERDIZIONE: TAGLIAFERRO Francesco (cl. 1971), TAGLIAFERRO Raffaele (cl. 1996).

OPERAZIONE “MAFIA E DROGA”

IN CARCERE: ABBRESCIA Francesco (cl. 6.11.1991), ADDANTE Raffaele (cl. 1975), ANACLERIO Alessandro (cl. 1984), BARONE Marco (c. 1988), BARTOLI Cataldo (cl. 1979), BERNAUS Luigi (cl. 1975), BOCCASILE Roberto (cl. 1986), BOTTALICO Massimiliano (cl. 1994), BRUNO Nicola (cl. 1989), CAIZZI Attilio (cl. 1992), CAIZZI Edoardo (cl. 1974), CAIZZI Giovanni (cl. 1972), CALABRESE Ignazio (cl. 1983), CALZOLAIO Michele (cl. 1963), CAMPANALE Riccardo (cl. 1994) Capo 1; CAPRIATI Giovanni (cl. 1979), CARDINALE Antonio (cl. 1967) CARRASSI Antonio (cl. 1977), CASCELLA Francesco (cl. 1986) CASTORO Raffaele (cl. 1972), CHIUMARULO Vincenzo (cl. 1984): CIRULLI Michele (cl. 1980), CROCCHIANTI Pietro (cl, 1975), DE FANO Antonio (cl. 1989), DE GENNARO Giacomo (cl, 1979), DE MARCO Davide (cl. 1990), DE SALVATORE Michele (cl. 1968), DI COSIMO Giovanni (cl. 1978), DI LAURO Bruno (cl. 1986), FERRANTE Carlo (cl. 1971), FIORE Fabio (cl. 1982), FORTUNATO Cosimo (cl 1962), FROTO Ignazio (cl. 1964),GHARBI Ali (cl. 1980), GIANNINI Angelo (cl. 1971), GIANNINI Domenico (cl. 1985), GRASSO Antonino (cl. 1987), IGNOMERIELLO Luciano (cl. 1981), LAFIRENZE Umberto (cl. 1990), LAMPUGNANI Vito (cl. 1985), LARIZZI Maurizio (cl. 1983), LEPORE Cosma Damiano (cl. 1980), LOGLISCI Giuseppe (cl. 1989), LORUSSO Nicola (cl. 1986), MAFFEI Mario (cl. 1966), MANZARI Michele (cl. 1986), MARINO Gennaro (cl. 1986), MARTIRADONNA Angelo (cl. 1995), MARTIRADONNA Michele (cl. 1992), MASELLI Michelangelo (cl. 1993), MASTRORILLI Giovanni, MENDOLA Luigi (cl. 1976), MEZZINA Sergio (cl, 1973), MINCUZZI Maurizio (el, 1980), MINECCIA Filippo (c. 1984), MISCEO Beniamino (c. 1982), MORETTI Antonio (cl. 1982), MORETTI Emilio (c), 1988), NATANGELI Otello (cl. 1968), PALERMITI Antonino (cl. 1988), PALERMITI Bugenio (cl. 1954), PALERMITI Giovanni (cl. 1976), PALERMO Nicola (cl. 1994), PARISI Michele (cl. 1967), PARISI Nicola (cl. 1972), PARISI Radames (cl. 1984), PARISI Tommaso (cl. 1983), PIRELLI Franco (cl. 1979), PRIMAVERA Aldo (cl. 1975), RINALDI Vito (cl. 1991), RIPOLI Antonio (cl. 1986). RISOLI Romeo (cl. 1967), RUGGIERI Michele (cl. 1986): RUGGIERI Sebastiano (cl. 1984), SCIANCALEPORE Giuseppe (cl. 1955), SCOLLETTA Gaetano (cl. 1992), SCORCIA Vito (cl. 1989), SEBASTIANO Vito (el. 1981), SIDELLA Silvio (cl. 1968), SILECCHIA Domenico (cl. 1985), STRAMAGLIA Nicola (cl. 1979), TAGARELLI Giuseppe (cl. 1987), TRIGGIANI Francesco (cl. 1976), VESSIO Francesco (cl. 1976), ZANGHI Nereo (cl. 1978).

AI DOMICILIARI: CAMPANALE Danilo (cl. 1992), D’AMATO Paolo (cl. 1990), GUGLIELMI Vito (cl. 1995), MAUROGIOVANNI Donato (cl. 1986), SCHINGARO Bernardo (cl. 1985).

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