Caso Don Uva Foggia, il Tribunale del Lavoro reintegra un OSS licenziato

A Foggia dichiarato illegittimo il provvedimento disciplinare: disposto il rientro in servizio e il pagamento delle retribuzioni arretrate

di BARBARA RINALDI – Nuovo sviluppo giudiziario nella vicenda che coinvolge la struttura sanitaria Casa della Divina Provvidenza Don Uva. Il Tribunale del Lavoro di Foggia ha disposto il reintegro dell’operatore socio-sanitario Vittorino De Santis, ritenendo illegittimo il licenziamento deciso dalla società Universo Salute.

La sentenza, emessa il 24 febbraio 2026, è stata resa nota dal legale del lavoratore, l’avvocato Giuseppe Tredanari. Il provvedimento arriva dopo una lunga vicenda giudiziaria che, negli ultimi anni, ha attirato forte attenzione pubblica.

La decisione del giudice e il reintegro di Vittorino De Santis

Secondo quanto riportato nella sentenza, il licenziamento non sarebbe stato sostenuto da elementi sufficienti a dimostrare una condotta tale da giustificare la cessazione del rapporto di lavoro. Di conseguenza, il giudice ha ordinato il reintegro immediato del dipendente nella struttura sanitaria.

Inoltre, è stato disposto il pagamento delle retribuzioni arretrate maturate durante il periodo di esclusione dal servizio. Le spese legali, invece, sono state poste a carico dell’azienda, come previsto dalla normativa vigente.

La decisione rappresenta un passaggio rilevante sul piano lavoristico, poiché ribadisce l’obbligo di una verifica rigorosa delle prove prima dell’adozione di provvedimenti disciplinari espulsivi. Il rapporto di lavoro, quindi, dovrà essere ripristinato secondo quanto stabilito dal tribunale.

Un’inchiesta penale ancora in corso

Il caso Don Uva resta comunque aperto sotto il profilo penale. L’inchiesta avviata dalla Procura di Foggia riguarda presunti episodi di maltrattamenti ai danni di pazienti psichiatrici ospitati nella struttura.

Nelle scorse settimane è stato notificato l’avviso di fissazione dell’udienza preliminare per i numerosi imputati coinvolti nel procedimento. Tuttavia, la sentenza del Tribunale del Lavoro non incide sull’indagine penale, che prosegue in modo autonomo.

Il legale dell’OSS ha espresso soddisfazione, definendo la decisione un atto di giustizia capace di ristabilire la correttezza dei fatti sul piano lavorativo. Al momento, invece, dalla società non sono arrivate dichiarazioni ufficiali, anche se un eventuale ricorso non viene escluso.

La vicenda continua quindi a intrecciare aspetti giudiziari, sanitari e sociali. La comunità locale resta in attesa dei prossimi sviluppi processuali, che potrebbero chiarire definitivamente il quadro delle responsabilità penali ancora contestate.

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