Il deputato di Fratelli d’Italia replica alla segretaria Cgil Puglia: nel mirino il disavanzo da 476 milioni e la gestione sanitaria degli ultimi vent’anni
Si accende lo scontro sulla sanità pugliese tra Fratelli d’Italia e Cgil Puglia. A intervenire è l’onorevole Dario Iaia, che replica alle critiche mosse dalla segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci, nei confronti del Governo nazionale.
Al centro del confronto il disavanzo da 476 milioni di euro nel bilancio della sanità regionale e le prospettive di aumento delle aliquote Irpef. Secondo Iaia, lo scontro sulla sanità pugliese dovrebbe partire da un’analisi delle responsabilità maturate negli ultimi vent’anni di governo regionale.
«È inaccettabile che la Cgil Puglia attacchi il Governo senza riconoscere che la gestione della sanità pugliese, nelle mani della sinistra per decenni, è stata disastrosa», afferma il deputato di Fratelli d’Italia, sottolineando come il Governo guidato da Giorgia Meloni abbia stanziato per il 2026 143 miliardi di euro nel Fondo Sanitario Nazionale, cifra definita la più alta mai raggiunta.
Iaia evidenzia inoltre che, negli anni precedenti, le risorse si sarebbero fermate a livelli inferiori, richiamando il confronto con il Governo guidato da Giuseppe Conte. Il parlamentare condivide l’appello a non aumentare l’Irpef regionale, ritenendo che un eventuale incremento graverebbe ulteriormente sui cittadini pugliesi già colpiti dall’aumento del costo della vita.
Nel mirino del deputato anche la gestione delle liste d’attesa e le polemiche legate a Sanitaservice, temi che – a suo dire – meriterebbero un approfondimento critico da parte delle organizzazioni sindacali. «Sarebbe opportuno che si sollevassero interrogativi sulla gestione della sanità da parte della sinistra pugliese», aggiunge Iaia.
Pur nella durezza delle parole, l’esponente di Fratelli d’Italia richiama alla necessità di un confronto costruttivo: «Non servono divisioni o conflitti; serve unità di intenti per garantire un servizio sanitario adeguato ai pugliesi».
Lo scontro sulla sanità pugliese, dunque, si inserisce in un dibattito più ampio sulla sostenibilità del sistema regionale e sull’equilibrio tra responsabilità locali e interventi nazionali, con la richiesta, da parte del deputato, di un’analisi «onesta e costruttiva» delle responsabilità maturate negli anni.








