Dai confronti tra i protagonisti della cultura religiosa, che affrontano le emergenze come gli sbarchi in Sicilia, sono emersi punti chiave che rappresentano l’urgenza dell’oggi: la necessità di “ripensare il pensiero” per poter indirizzare il cambiamento e porre la pace al centro di una nuova visione culturale
La tre giorni «Dal Mediterraneo grembo e frontiera di nuova umanità: l’inquieto realismo per la pace – Aldo Moro», svoltasi a Taranto, ha riscosso grande successo e soddisfazione tra gli organizzatori. L’evento ha visto la partecipazione di teologi, filosofi ed esperti del panorama sociopolitico ed economico dell’area mediterranea.
Il mare Mediterraneo, che unisce terre, culture, lingue e religioni diverse, è stato il protagonista di questa iniziativa. Dai confronti tra i protagonisti della cultura religiosa, che affrontano le emergenze come gli sbarchi in Sicilia, sono emersi punti chiave che rappresentano l’urgenza dell’oggi: la necessità di “ripensare il pensiero” per poter indirizzare il cambiamento e porre la pace al centro di una nuova visione culturale.
Numerosi spunti sono stati offerti dal teologo e Segretario generale della Commissione teologica internazionale, Mons. Piero Coda, e dai rappresentanti delle Facoltà e Istituti teologici di Puglia, Sicilia e Campania. Tutti i relatori hanno sottolineato l’importanza del dialogo tra le fedi affacciate sul Mediterraneo, per promuovere fraternità e accettazione del diverso. L’evento ha permesso di esplorare nuovi percorsi che possano portare il metodo della teologia a tutti, incoraggiando una visione che valorizzi la bellezza e la ricchezza dell’alterità.
La Tavola rotonda e il progetto UNICORE
Il convegno ha aperto la strada alla Tavola Rotonda «Mediterraneo: una nuova generatività. Prospettive per il cammino che continua», moderata da Claudia Sanesi, Segretario generale f.f. della Camera di Commercio di Brindisi-Taranto. Alla discussione hanno partecipato rappresentanti dell’UNHCR, dell’Università degli Studi di Bari, dell’I.S.S.R. “don Tonino Bello” di Lecce, Caritas e il Centro di Cultura G. Lazzati di Taranto.
Durante la Tavola Rotonda, si è parlato del progetto UNICORE (University Corridors for Refugees), che permette a rifugiati di accedere a studi superiori in Italia, offrendo loro la possibilità di proseguire il percorso accademico e ottenere qualificazioni professionali.
Dichiarazioni dei partecipanti
Claudia Sanesi: «La Tavola rotonda conclusiva serve a concretizzare un impegno come comunità. Attivare a Taranto gli education pathway per i rifugiati in possesso di laurea di primo livello è un primo passo importante, con l’Università come protagonista, ma coinvolgendo anche altre istituzioni. Speriamo che questi ragazzi possano inserirsi nel nostro contesto produttivo e avviare anche un dialogo sui corridoi lavorativi».
Lorenzo Leotardi (UNHCR): «Il progetto UNICORE, nato nel 2019, ha coinvolto oltre 40 università italiane e ha offerto più di 250 borse di studio. Ci sono oltre 120 milioni di persone nel mondo che hanno dovuto lasciare il proprio Paese e molte di loro hanno un disperato bisogno di accedere all’istruzione superiore».
Paolo Pardolesi (Dipartimento Jonico UNIBA): «L’iniziativa è rimarchevole. Il nostro Dipartimento ha una propensione verso queste tematiche e siamo pronti a partecipare attivamente al progetto».
Don Nino Borsci (Caritas): «Se questi ragazzi non trovassero accoglienza altrove, potrebbero essere sostenuti dalla Caritas, che è pronta a offrire il suo supporto al progetto».
On. Domenico Maria Amalfitano: «Stiamo parlando di iniziative possibili e il convegno rappresenta solo l’inizio di questo cammino. Crediamo che il modello di sviluppo di questa città risieda nella capacità di riscoprire il senso di cittadinanza, basato sulla reciprocità e sull’alterità. Questo progetto può essere un catalizzatore di cambiamento per Taranto e per l’intero territorio».
Il Concerto per la Pace e il ruolo di Aldo Moro
Durante la tre giorni, si è svolto anche un “Concerto per la pace”, offerto dal Conservatorio statale di musica “G. Paisiello” di Taranto, presso la Cattedrale di San Cataldo, diretto dal M° Domenico Virgili, con la partecipazione del direttore M° Vito Caliandro e del presidente avv. Cristiano Marangi.
La terza giornata dell’evento è stata dedicata ad Aldo Moro, con una relazione del prof. Federico Imperato dell’Università del Salento, ricordando il suo contributo come Ministro degli Esteri e Presidente del Consiglio nella promozione della pace.
Mons. Piero Coda ha concluso: «È stato un evento inedito che illustra come il Mediterraneo possa essere visto come grembo e frontiera di nuova umanità. La nostra gente ha bisogno di vedere progetti che volano alto, per costruire insieme un futuro di pace e fraternità».








