Puglia, Arpal: il governo boccia la legge anti-Cassano definendola incostituzionale

La relazione, firmata dal Ragioniere generale dello Stato, Biagio Mazzotta, critica l’intero impianto della legge: sia la disposizione che fa decadere Cassano, sia la norma finanziaria

La legge che fa decadere Massimo Cassano dalla direzione generale di Arpal viola la Costituzione: questa l’opinione della Ragioneria generale dello Stato che trasmetterà al Consiglio dei ministri la decisione di annullarla (salvo modifiche da parte della Regione) previo esame della Corte costituzionale.

La relazione, firmata dal Ragioniere generale dello Stato, Biagio Mazzotta, critica l’intero impianto della legge: sia la disposizione che fa decadere Cassano, sia la norma finanziaria.

A quanto pare, il carattere «automatico» della decadenza viola l’art. 97: verrebbe leso il parametro «di efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa, poiché il previsto meccanismo di decadenza automatica esclude una valutazione oggettiva dell’operato del soggetto decaduto». Inoltre, violerebbe «il principio di imparzialità dell’azione amministrativa» visto che «la cessazione anticipata» deriva da un atto approvato dall’organo politico (Consiglio regionale).

La norma contrasterebbe «con il canone del giusto procedimento», giacché non consente all’interessato, Cassano, di «intervenire nel corso del procedimento di rimozione e di conoscere la motivazione della decisione».

E ancora: la decadenza viene applicata «ad un incarico in corso» e così viene violato «il principio di legittimo affidamento». Questo sarebbe in contrasto con la norma sull’uguaglianza, ossia l’art. 3 della Costituzione. Si incide, per di più, su un «rapporto di lavoro», materia che compete allo Stato.

Cassano ha presentato ricorso al Tar per essere reinsediato nel suo incarico: nell’istanza, ha chiesto al Tribunale amministrativo di mandare la legge alla Corte costituzionale.

Nella stessa giornata in cui la Ragioneria dello Stato ha reso noto il suo parere sulla legge regionale, si è avuta notizia dell’acquisizione di documenti nell’ufficio concorsi dell’Arpal da parte della Guardia di Finanza.

La delega da parte della Procura di Bari ai militari delle fiamme gialle fa seguito alle tante segnalazioni, arrivate nei mesi scorsi, su presunte irregolarità nello svolgimento dei concorsi banditi dall’Arpal.

Intanto i dubbi sulla costituzionalità della legge regionale dividono la maggioranza di centrosinistra in Consiglio: da una parte i civici legati a Emiliano, dall’altra il Pd.

Sulla questione è, infatti, intervenuto Fabiano Amati, consigliere regionale del Pd, tra i proponenti della legge che ha modificato la gestione di Arpal (CdA al posto del direttore generale).

«Puntualizziamo a scanso di equivoci. Oggi la notizia è l’indagine della Guardia di Finanza sull’ipotesi di compravendita di posti di lavoro in Arpal. La questione dell’eventuale incostituzionalità della legge di decadenza del dg va perciò inquadrata in questo contesto problematico e nella mancata assunzione d’iniziative del Presidente Emiliano, a fronte di numerose coincidenze tra assunzioni e fede politica dei prescelti. Come ampiamente documentato nel corso di questi mesi», dice Amati.

«Se il presidente Emiliano avesse agito con la sua solita baldanza, noi non avremmo proposto la legge e senza la legge non ci sarebbe stata questa disputa sulla costituzionalità e probabilmente nemmeno le indagini della Guardia di Finanza. In definitiva: la questione è certamente discutibile sul piano costituzionale, non l’abbiamo mai nascosto, ma la nostra proposta era l’unico modo per superare l’inerzia del presidente Emiliano e consentire, come sta accadendo, una verifica più approfondita sugli atti da parte del direttore Silvia Pellegrini, come è emerso nel corso dell’audizione svolta negli scorsi giorni», conclude il consigliere regionale.

«Il ministero dell’Economia e delle Finanze – interviene e attacca Giuseppe Tupputi, capogruppo di “Con Emiliano” – si è espresso dandoci ragione sulla legge regionale e dando ragione ai principi e parametri fondamentali di efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa, della imparzialità dell’azione amministrativa e della copertura finanziaria. Principi ai quali l’Assemblea legislativa regionale deve improntare la propria azione. Il Consiglio regionale deve farsi garante di tali principi, costituzionalmente garantiti, non legiferare pro qualcuno né contro qualcuno».

Interviene anche il deputato della Lega, Davide Bellomo, ex capogruppo in Consiglio: «Sono stato un facile profeta – dice – il parere della Ragioneria Generale dello Stato, che prelude all’impugnativa del governo alla legge regionale della Puglia era più che prevedibile.»

  • bonuspertutti

Ultime Notizie

NOTIZIE CORRELATE