Il Bari riparte da Vincenzo Vivarini dopo l’esonero di Fabio Caserta, pagando una stagione mai decollata tra scelte discutibili e identità smarrite
di CHRISTIAN MONTANARO – Contratto fino al termine della stagione con opzione di rinnovo per il prossimo anno. Sta per prendere il via la seconda avventura in biancorosso di Vincenzo Vivarini alla guida del Bari.
Oggi la società ha sollevato dall’incarico Fabio Caserta che non ha inciso come ci si aspettava. Fatale la pessima prestazione contro il Frosinone che non gli ha permesso nemmeno di giocarsi il tutto per tutto contro l’Empoli.
Ancora un cambio in panchina. Una storia che dal dopo Mignani non ha ancora fine. Troppi uomini per una sola panchina con il minimo comune denominatore della poca proficuità in termini di punti.
C’è chi considera Fabio Caserta l’ennesima vittima sacrificale e chi invece gli imputa colpe per l’incostante rendimento dei Galletti. La verità probabilmente come sempre sta nel mezzo, unitamente a una campagna acquisti non ottimale e alla poca lungimiranza societaria nell’effettuare troppi fa e disfa.
Ora Vivarini, che anni or sono sfiorò la promozione in B dimostrando qualità non da poco, poi confermate nel prosieguo.
Una scelta sicuramente saggia ma che non sposta troppo i termini della questione, visto che poi in campo ci vanno sempre i calciatori. La speranza semmai è che il nuovo tecnico trovi un assetto base e offra una identità di gioco precisa a una squadra che sotto la precedente gestione sembrava sempre in cerca di un qualcosa che mai si è trovato.








