Castellaneta: Antonio Scalera: «Il San Pio è un fiore all’occhiello della sanità jonica. Va tutelato, salvaguardato e potenziato»

«Ho affermato con forza che non consentirò a nessuno di denigrare chi ogni giorno, con spirito di abnegazione, grandi sacrifici, tra mille difficoltà e diverse criticità compie il proprio lavoro solo ed esclusivamente nell’interesse dei pazienti. Una precisazione che era mio dovere fare» dice Scalera

«Nei giorni scorsi sull’edizione di Bari di un noto quotidiano nazionale veniva pubblicato un articolo dal titolo: ‘Dimissioni in massa di medici e l’ospedale diventa fantasma’.»

«Durante i lavori della Commissione Sanità, in cui era all’ordine del giorno una mia audizione sull’Ospedale San Pio di Castellaneta, ho preso le distanze da quell’articolo e ho affermato senza ombra di dubbio e senza timore di essere smentito, che il San Pio di Castellaneta è un ospedale dove operano medici, infermieri, personale sanitario e non, che ogni giorno, anche se tra mille difficoltà ed enormi sacrifici, garantiscono la massima assistenza a tutti i pazienti e la copertura di tutti i turni.

In questi anni, in veste di Consigliere Regionale, ho avuto modo di visitarlo più volte ed ho sempre trovato operatori sanitari di altissimo livello che quotidianamente sono a completa disposizione dell’intera collettività. Una situazione che ho riscontrato in tutti i presidi della provincia jonica durante le diverse visite istituzionali che ho fatto in questi anni.

Ho affermato con forza che non consentirò a nessuno di denigrare chi ogni giorno, con spirito di abnegazione, grandi sacrifici, tra mille difficoltà e diverse criticità compie il proprio lavoro solo ed esclusivamente nell’interesse dei pazienti. Una precisazione che era mio dovere fare.

Tornando al tema dell’audizione, sulle criticità presenti nell’Ospedale San Pio di Castellaneta, la Direzione Strategica dell’ASL di Taranto ha ribadito che quel presidio, un presidio definito “avamposto” di confine tra la Puglia e la Basilicata, è un fiore all’occhiello della sanità jonica. Purtroppo le criticità legate al reparto di medicina sono reali. Si è passati da 13 dirigenti medici a 9 ed una unità viene impiegata nel servizio di “Ferinject” (trattamento dell’anemia). C’è stata effettivamente una riduzione di posti letto da 32 a 24 (20 posti per la medicina e 4 posti riservati ai pazienti Covid), ma nel contempo, per non appesantire il Pronto Soccorso, lo si è dotato di ulteriori 6 posti OBI (osservazione breve intensiva).

Purtroppo resta il fatto che chi è andato via al territorio o in specializzazione o si è dimesso, non è mai stato sostituito. Ma questo problema, è inutile nasconderlo, è preda della marcata carenza strutturale di medici sia ospedalieri che territoriali.

Ho ribadito che i dati che emergono per Taranto e la sua provincia, in campo sanitario, evidenziano un aumento della mortalità per alcune forme tumorali, per malattie cardiovascolari e respiratorie, nonché un aumento della mortalità infantile e delle malformazioni congenite, oltre ad un aumento dei casi di autismo molto superiore alla media nazionale e a quella dell’intera regione Puglia. Una situazione che ha spinto il Presidente Emiliano, anche se con notevole ritardo, a scrivere al Ministro Schillaci per chiedere di attuare un PIANO STRAORDINARIO per Taranto e la sua provincia, lo stesso PIANO STRAORDINARIO che da anni chiedo a gran voce e che più volte ho sollecitato al Governo Regionale in diverse audizioni in Commissione Sanità e, non da ultimo, con la presentazione di una mozione, mozione che chiederò alla Presidenza del Consiglio Regionale di inserire all’ordine del giorno del prossimo consiglio regionale.

Quello che manca alla sanità jonica per fronteggiare questa grave crisi sanitaria dovuta alla carenza ormai endemica di personale sanitario sono maggiori risorse finanziarie. Il Governo Regionale ha il dovere di dichiarare, quanto prima, una vera e propria emergenza sanitaria per Taranto e la sua provincia per mettere in campo tutte quelle azioni urgenti ed inderogabili per fronteggiarla. Deve mettere nuove risorse per consentire alla Direzione Strategica dell’ASL di Taranto di avviare immediatamente nuovi concorsi e nuovi avvisi pubblici per poter reperire nuovo personale sanitario (medici, infermieri, operatori socio sanitari) per coprire tutte quelle criticità che oggi insistono nei presidi ospedalieri della provincia jonica.»

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