IN PUNTA DI PENNA – L’editoriale di Alessandro Nardelli, direttore di In Puglia 24 – La terza serata rialza la testa: ascolti in crescita, momenti musicali veri e una gara che comincia finalmente a prendere forma
Doveva essere la serata della svolta. E, numeri alla mano, qualcosa si è mosso.
Dopo un esordio deludente e una seconda serata tiepida, la terza ha mostrato cenni di vita. I veri defibrillatori di questo Festival incerto sono stati gli ascolti: 9 milioni e 543mila telespettatori, pari al 60,6% di share. È la serata più seguita di questa edizione.
Certo, rispetto al 2025 i telespettatori calano (erano 10 milioni 700mila), ma la percentuale cresce rispetto al 59,8% dello scorso anno. Segno che la platea televisiva si restringe, ma il Festival tiene. E recupera: rispetto alla seconda serata (9.053.000 spettatori e 59,5%), Carlo Conti guadagna oltre un punto di share.
Un dato che, va detto, attenua le responsabilità del duo Conti-Pausini. La concorrenza dei playoff di Champions League ha inciso, e non poco. Il pubblico si è diviso. E in un contesto frammentato, quel 60,6% pesa.
La serata, però, non è stata solo numeri.
È mancato l’ospite internazionale da urlo, quello che spacca i social. Ma non sono mancati i momenti interessanti. Il Premio alla Carriera a Mogol è stato un passaggio doveroso, quasi istituzionale. Ma il picco emotivo, per chi scrive, è arrivato con Eros Ramazzotti e Alicia Keys: un momento musicale potente, elegante, internazionale. Finalmente musica che vibra, non che riempie.
Tra i co-conduttori, sorpresa positiva Ubaldo Pantani: simpaticissimo, ironico, più efficace di quanto mi aspettassi. Irina Shayk, invece, ha saputo dire la sua, con presenza scenica e sicurezza. Nessuna invasione di campo, nessuna forzatura.
E veniamo alla gara.
Forse ieri sera abbiamo visto due possibili vincitrici. Serena Brancale e Arisa sono lì. Solide, credibili, centrali. Una di loro potrebbe davvero trionfare. La Brancale ha maturità e identità. Arisa ha interpretazione e profondità.
Ma attenzione. Occhio a Ditonellapiaga, che cresce di serata in serata, e soprattutto a Sal Da Vinci, che ha un elemento che spesso conta più delle analisi: il favore del pubblico.
Questo è il punto. Sanremo non è solo tecnica, non è solo qualità, non è solo stampa. È pancia. È consenso. È percezione.
Nicolò Filippucci è il vincitore delle Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2026 con il brano Laguna. Battuta in finale Angelica Bove in gara con il brano Mattone. Quest’ultimo ha vinto il premio della Sala Stampa Lucio Dalla per la categoria Nuove Proposte e anche il Premio della Critica Mia Martini. Bravissimi entrambi, viva i giovani.
In chiusura, la terza serata non ha fatto gridare al miracolo. Ma ha fatto qualcosa di più importante: ha riaperto la partita.
E allora sì, Tu (non) mi piaci tanto, ma… qualcosa si muove.
E a Sanremo, quando si muove qualcosa, può succedere di tutto.








