Dalla proposta di una cabina di regia tra Regione e Comuni al CUP unico regionale, fino al caso dell’ospedale Monopoli-Fasano: i temi al centro dei lavori consiliari
Le Commissioni consiliari tornano ad accendere i riflettori su alcuni dei dossier più delicati per la Puglia: erosione costiera, programmazione sanitaria, nuove figure professionali socio-sanitarie e la vicenda dell’ospedale Monopoli-Fasano. Temi diversi ma accomunati da un filo conduttore: la necessità di programmazione, coordinamento istituzionale e chiarezza nei confronti dei cittadini.
Erosione costiera: la proposta di una cabina di regia
Dopo il primo ciclo di audizioni in V Commissione dedicato a erosione costiera e dissesto idrogeologico, interviene anche il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Paride Mazzotta, che propone l’istituzione di una cabina di regia tra Regione e Comuni.
«L’erosione costiera richiede interventi importanti su tutto il nostro territorio e i Comuni sono il motore di questo processo, tra mille difficoltà: è la ragione che mi ha spinto oggi in V Commissione a proporre l’istituzione di una cabina di regia tra Regione e amministrazioni locali», afferma Mazzotta.
Il nodo centrale, secondo il consigliere, è rappresentato dalla fragilità organizzativa di molti enti locali. «I Comuni della nostra Puglia spesso non hanno né personale a sufficienza né risorse per affidare la progettazione dei lavori», sottolinea, evidenziando il rischio di interventi frammentari.
L’obiettivo è evitare azioni a “macchia di leopardo” e definire invece una programmazione su scala regionale, capace di individuare priorità e peculiarità territoriali prima dell’apertura dei cantieri.
«Prima di varare interventi, è necessario redigere un piano su scala regionale ed è per questo che la cabina di regia è un passaggio importantissimo», prosegue Mazzotta, che annuncia la redazione di una proposta formale indirizzata al presidente Antonio Decaro.
Sanità: CUP unico regionale e tutela dei pazienti fragili
Sul fronte sanitario, il consigliere segretario d’Aula Tommaso Gioia interviene a margine dei lavori della prima Commissione regionale Sanità, ponendo l’accento sulla necessità di un sistema più equo ed efficiente.
Tra le priorità affrontate figura il progetto del CUP unico regionale, pensato per garantire maggiore equità di accesso alle prestazioni, semplificazione dei percorsi per i cittadini e integrazione dei sistemi informativi aziendali.
Grande attenzione è stata dedicata anche ai pazienti affetti da malattie rare e fragili, con l’obiettivo di costruire percorsi preferenziali nell’emergenza-urgenza e rafforzare la presa in carico e la continuità assistenziale.
«Lavoriamo per una sanità che sia non solo efficiente, ma anche umana, accessibile e giusta», dichiara Gioia. «Il nostro impegno è rivolto all’appropriatezza prescrittiva, alla formazione continua, al confronto costante con i medici di medicina generale e con gli specialisti, e al rafforzamento della rete territoriale e di prossimità».
Altro asse strategico riguarda l’organizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali (PDTA) regionali per le patologie croniche a maggiore impatto epidemiologico, con l’obiettivo di modelli standardizzati e multidisciplinari realmente centrati sulla persona.
VI Commissione: al via il confronto sull’assistente infermiere
È partita anche l’attività della VI Commissione, presieduta da Annagrazia Angolano, con un’audizione richiesta dall’associazione “Welfare A Levante” sul tema dei corsi di formazione per le nuove figure di Operatore Socio-Sanitario Specializzato e Assistente Infermiere.
L’assistente infermiere, introdotto da un Dpcm del 2025, rappresenta una figura intermedia tra OSS e infermiere laureato, con l’obiettivo di rafforzare i servizi di assistenza socio-sanitaria e rispondere alla crescente domanda legata all’invecchiamento della popolazione e alla carenza di personale.
«La Commissione deve somigliare come massima ambizione ad un laboratorio di emancipazione sociale e culturale. Una Commissione di ascolto su tutti i temi di competenza con un unico comune denominatore, quello della persona», afferma Angolano.
Per diventare assistente infermiere sarà necessario un percorso formativo strutturato e definito a livello regionale, sul quale la Commissione ha avviato un percorso di approfondimento e interlocuzione con i soggetti istituzionali coinvolti.
Ospedale Monopoli-Fasano: richiesta di audizione in Commissione Bilancio
Infine, torna al centro del dibattito la vicenda dell’ospedale Monopoli-Fasano. I consiglieri Antonio Scianaro e Tommaso Scatigna (FDI) parlano di una “finta inaugurazione” avvenuta sette mesi fa e chiedono chiarezza sul reale cronoprogramma di apertura.
«Esattamente sette mesi fa, il 26 luglio scorso, con una cerimonia in pompa magna fu tagliato il nastro del nuovo ospedale Monopoli-Fasano. Si voleva far credere che di lì a poco la struttura sarebbe stata operativa», dichiarano.
I consiglieri chiedono che in Commissione Bilancio vengano auditi l’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia, il capo dipartimento Vito Montanaro e i vertici della ASL BA per illustrare il vero cronoprogramma e gli eventuali ostacoli, anche alla luce di un presunto disavanzo sanitario superiore ai 300 milioni di euro.
IV Commissione: modifiche alla legge sui pozzi e utilizzo delle acque
Riunita in prima seduta operativa – dopo quella di insediamento – la IV Commissione, presieduta da Antonio Tutolo, ha posto al centro dei lavori il disegno di legge n. 22 di modifica delle leggi regionali n. 7/2025 e n. 15/2025 in materia di utilizzo delle acque superficiali e sotterranee, oltre alla richiesta di audizione presentata da Tommaso Scatigna (FdI) sull’attivazione del pozzo di Lame di Olimpia.
Il presidente Tutolo ha spiegato di voler «dare un impulso forte in una materia che sta molto a cuore agli agricoltori pugliesi, quello dell’utilizzo della risorsa idrica», chiarendo che l’obiettivo è unificare la proposta di modifica avanzata dalla Giunta con le proposte emendative suggerite dalle associazioni di categoria e dai consiglieri regionali.
Il percorso di revisione sarà svolto nelle prossime settimane in seduta congiunta con la V Commissione, competente per materia, e dovrà concludersi in tempi stretti: sia per evitare che, alla scadenza dei termini della legge vigente, gli agricoltori possano trovarsi in una situazione di irregolarità, sia per l’impugnativa del Governo pendente davanti alla Corte Costituzionale.
Il disegno di legge persegue due obiettivi principali: chiudere il contenzioso con il Governo su presunti profili di incostituzionalità e agevolare imprese e tecnici nella prima applicazione della disciplina. Sul primo punto vengono recepite le osservazioni ministeriali, ripristinando il parere vincolante dell’Autorità di Bacino ed eliminando la durata fissa delle concessioni industriali. Sul secondo, sono previste modifiche transitorie alle scadenze.
Per la comunicazione dei volumi prelevati, il termine del 31 gennaio 2026 viene riaperto e fissato al 30 luglio 2026, senza sanzioni. Per il pagamento del canone di concessione, la scadenza del 31 marzo slitta al 30 settembre 2026. Per il 2026 il canone sarà calcolato in via transitoria con una parte fissa riferita al 2026 e una parte variabile riferita al 2025, determinata sui volumi comunicati entro il 31 gennaio 2026 o, in assenza di comunicazione, sul volume concesso.
Le associazioni agricole audite – Coldiretti, Copagri, Confagricoltura e Cia – hanno accolto positivamente gli emendamenti ipotizzati, pur segnalando ulteriori criticità operative rispetto alle quali stanno predisponendo osservazioni.
Diversi commissari hanno annunciato proposte di modifica. Nicola Gatta (FdI) ha presentato una proposta organica già all’esame degli uffici per i pareri tecnico-normativi, affermando: «La legge 7 a mio avviso è sbagliata perché danneggia fortemente il settore agricolo. Si è tutelata la risorsa idrica ma non sono tutelate le imprese del territorio». Antonio Paolo Scalera ha evidenziato come la norma dello scorso anno gravi pesantemente sui bilanci degli agricoltori.
Il capogruppo Pd Stefano Minerva ha invitato a un approccio pragmatico: «Stiamo dando un importante segnale di attenzione al mondo agricolo. Ora si tratta di presentare rapidamente proposte perché la legge è certamente migliorabile con il contributo di tutti». Sulla stessa linea Luigi Lobuono (Gruppo misto), che ha ribadito la necessità di creare condizioni idonee affinché le aziende possano disporre dell’acqua necessaria alle proprie attività.
Il caso del pozzo di Lame di Olimpia
Nel corso della seduta, il consigliere Tommaso Scatigna ha riportato all’attenzione della Commissione la vicenda della mancata attivazione del pozzo Arif a Lame di Olimpia, tra Fasano e Locorotondo.
«Speriamo di scrivere il capitolo finale di una storia lunghissima, una vicenda emblematica del rimpallo di responsabilità tra vari enti», ha dichiarato, ricordando che il pozzo era stato inaugurato nel 2019 ma non è mai entrato pienamente in funzione.
Secondo quanto riferito per Arif da Francesco Scisci, mancano ormai pochi passaggi tecnici da parte di Enel e tra il 15 e il 20 marzo dovrebbe essere possibile avviare l’erogazione dell’acqua.
«Mi auguro che questi tempi siano rispettati, perché ci sono mille famiglie alle quali finora è stato negato il diritto all’acqua», ha concluso Scatigna.
V Commissione: prima seduta tra erosione costiera e impianto eolico “Lecce”
Per la prima seduta della V Commissione della XII legislatura, presieduta da Loredana Capone, sono stati iscritti all’ordine del giorno due temi centrali: erosione costiera e rischio idrogeologico e l’iter autorizzativo dell’impianto eolico “Lecce”.
La presidente Capone ha scelto di avviare i lavori partendo dalle criticità legate all’erosione costiera, richiamando quanto accaduto negli ultimi tempi con la perdita di simboli del patrimonio roccioso pugliese. «È necessario intervenire per tutto ciò che è accaduto negli ultimi tempi», ha evidenziato in apertura.
Nel confronto con i tecnici regionali, con l’assessore all’Urbanistica Marina Leuzzi e con il Commissario per il dissesto idrogeologico Gennaro Ranieri, sono stati analizzati lo stato dell’arte, le risorse disponibili e le linee guida vigenti o da aggiornare. La Commissione proseguirà con ulteriori audizioni che coinvolgeranno Università, ANCI e il Centro internazionale sui mutamenti climatici.
Il dirigente della Sezione ambientale Giuseppe Angelini ha sottolineato le difficoltà applicative degli interventi progettuali sulla costa, che comportano impatti ambientali e paesaggistici e richiedono competenze tecniche spesso assenti nei Comuni per carenza di personale e risorse. Da qui l’idea di rafforzare le azioni di affiancamento regionale per supportare le amministrazioni nella progettazione.
Tra gli adempimenti urgenti figura l’aggiornamento del Piano regionale delle coste, integrando le progettualità necessarie soprattutto per i tratti più esposti. Il Commissario Ranieri ha inoltre chiarito la distinzione tra erosione costiera – arretramento della linea di costa dovuto alla perdita di sedimenti e ai cambiamenti climatici – e dissesto idrogeologico, che riguarda direttamente la sicurezza delle vite umane.
L’assessore Leuzzi ha richiamato la necessità di una strategia unitaria di pianificazione, immaginando la fascia costiera come un sistema integrato in cui demanio, urbanistica e tutela ambientale dialoghino tra loro, salvaguardando sia la sicurezza che un comparto economico strategico come il turismo balneare.
Sono intervenuti, tra gli altri, i capigruppo Paolo Pagliaro (FdI), Paride Mazzotta (FI), Maria La Ghezza (M5S), Stefano Minerva (PD) e diversi consiglieri, con un appello condiviso a definire un Piano regionale di intervento sulle coste basse e ad agire tempestivamente dove il rischio per le persone è concreto.
L’iter dell’impianto eolico “Lecce”
Su richiesta del capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro, la Commissione ha affrontato l’iter autorizzativo dell’impianto eolico “Lecce”, accogliendo anche le istanze dei sindaci dei Comuni interessati: Martano, Zollino, Carpignano Salentino, Calimera, Melendugno e Martignano.
Il progetto prevede l’installazione di 11 torri alte fino a 200 metri, con pale di oltre 80 metri di diametro, per una potenza complessiva di 72,6 MW, oltre a 41 chilometri di opere di connessione alla rete elettrica attraverso aree agricole, zone di pregio ambientale e siti archeologici.
Le preoccupazioni espresse dai sindaci riguardano le ricadute paesaggistiche, agricole ed economiche su un territorio a forte vocazione turistica e rurale. Pagliaro ha ribadito che il nodo non è soltanto il singolo impianto, ma l’assenza di una pianificazione chiara sulle aree idonee per gli impianti FER, la cui definizione è rinviata a una legge regionale da approvare nei prossimi mesi.
Il dirigente Giuseppe Angelini ha precisato che il ruolo della Regione è quello di esprimere un parere nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), corredato dalle osservazioni dei Comuni, e che si cercherà di chiudere l’istruttoria in tempi rapidi affinché il Ministero dell’Ambiente possa tener conto delle valutazioni negative espresse.
L’assessore Leuzzi ha parlato di un vero e proprio “assalto al territorio” in termini di richieste autorizzative, pur ricordando che molte non arrivano alla fase realizzativa. La presidente Capone ha sottolineato l’importanza che il parere regionale valorizzi il lavoro dei sindaci e sia formulato con la massima trasparenza.
VI Commissione: formazione socio-sanitaria e nuove professionalità
Nastro di partenza anche per la VI Commissione, presieduta da Annagrazia Angolano, che ha avviato i lavori con l’audizione richiesta dal presidente dell’associazione “Welfare A Levante”, Antonio Perruggini, sul tema dei corsi di formazione per le nuove figure di Operatore Socio-Sanitario Specializzato e Assistente Infermiere.
«La Commissione deve somigliare come massima ambizione ad un laboratorio di emancipazione sociale e culturale. Una Commissione di ascolto su tutti i temi di competenza con un unico comune denominatore, quello della persona», ha dichiarato Angolano in apertura.
L’assistente infermiere, introdotto da un Dpcm del 2025, rappresenta una figura intermedia tra OSS e infermiere laureato, chiamata ad affiancare quest’ultimo nelle attività clinico-assistenziali, contribuendo alla gestione quotidiana del paziente su indicazione del personale infermieristico. Una opportunità di crescita professionale per molti OSS, ma che richiede un percorso formativo strutturato e definito a livello regionale.
La Commissione ha avviato un percorso di ascolto che proseguirà con ulteriori approfondimenti istituzionali.
Sempre in ambito sanitario, la consigliera regionale di Forza Italia Carmela Minuto ha sollecitato la stabilizzazione di infermieri e operatori socio-sanitari ancora precari dopo l’esperienza maturata durante la pandemia.
«Prima di procedere con nuovi concorsi, la Regione Puglia dovrebbe dimostrare attenzione e gratitudine nei confronti degli uomini e delle donne che in piena pandemia Covid hanno lavorato per la salute di tutti noi», ha affermato.
Erosione e rischio idrogeologico: la posizione di Scianaro
Sul tema della tutela del territorio interviene anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Antonio Scianaro, che richiama l’urgenza di un approccio più strutturato.
«Con oltre 800 chilometri di costa e gli eventi meteorologici recenti che hanno colpito la nostra regione, è evidente che dobbiamo intraprendere un nuovo percorso per affrontare queste sfide», ha dichiarato.
Secondo Scianaro, non è sufficiente il solo supporto tecnico ai Comuni proposto dalla Regione: occorre rivedere le linee guida e il Piano Costa, stabilendo priorità in base agli insediamenti urbani esistenti e al rischio per le vite umane. Il consigliere ha inoltre evidenziato la necessità di istituire una cabina di regia capace di individuare gli interventi realmente urgenti, sottolineando che le risorse disponibili sono limitate.
Tra le proposte avanzate anche la valorizzazione della poseidonia come difesa naturale per la manutenzione della costa bassa, nonché un monitoraggio puntuale degli interventi di regimazione idraulica ancora in corso e non collaudati.
Impianto eolico in Grecìa Salentina: il fronte del NO
In Commissione Ambiente è tornato al centro anche il progetto di maxi impianto eolico nella Grecìa Salentina. Il presidente del gruppo regionale di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro ha ribadito la contrarietà del territorio all’installazione di 11 torri da 200 metri, con pale di oltre 80 metri, tra Carpignano Salentino, Calimera e Martano, oltre a 41 chilometri di opere di connessione.
«Fronte comune. È un NO unanime quello ribadito oggi in Commissione Ambiente», ha dichiarato Pagliaro, evidenziando la posizione dei sindaci, di Arpa Puglia e della Provincia di Lecce.
Secondo quanto riferito, la Regione si è impegnata ad accelerare il parere nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Pagliaro ha però richiamato la necessità di definire al più presto le aree idonee e di approvare l’aggiornamento del PEAR – Piano Energetico Ambientale Regionale, denunciando un eccesso di progetti FER in valutazione rispetto al target assegnato alla Puglia.
«La transizione energetica va governata e non subita», ha concluso, chiedendo una pianificazione territoriale chiara per evitare ulteriori impatti su aree agricole e turistiche di pregio.
V Commissione, Capone: “Seduta importante su erosione ed eolico”
A margine dei lavori, la presidente della V Commissione Loredana Capone ha definito quella odierna «una Commissione importante intervenuta su due temi cruciali per il territorio», riferendosi all’erosione costiera e all’impatto ambientale del parco eolico.
«I crolli di questi ultimi giorni rappresentano ferite per il nostro patrimonio naturale e paesaggistico. Abbiamo perso monumenti simbolici come l’arco degli innamorati a Sant’Andrea», ha sottolineato, evidenziando la necessità di agire con metodo e con un piano strutturato.
Secondo Capone, sicurezza delle comunità costiere e tutela dell’ambiente devono procedere insieme, attraverso un lavoro costante con i Comuni e con il territorio. In riferimento al progetto eolico, ha ringraziato i sindaci per le osservazioni tecniche inviate al Ministero nell’ambito della VIA, ritenendo che, qualora adeguatamente ponderate, renderebbero difficile esprimere un parere favorevole su un impianto da 70 MW in un’area agricola e turistica di pregio. La presidente ha inoltre sollecitato un’accelerazione sul disegno di legge relativo alle aree idonee.
Dissesto idrogeologico, La Ghezza: ascoltare Anci e Ordine dei Geologi
Nel corso delle audizioni in V Commissione è intervenuta anche la capogruppo del M5S Maria La Ghezza, che ha sottolineato l’importanza del primo ciclo di approfondimenti su erosione costiera e dissesto idrogeologico.
«Il primo ciclo di audizioni oggi in Commissione Ambiente è stato importante per chiarire alcuni aspetti su erosione costiera e dissesto idrogeologico», ha dichiarato, evidenziando la necessità di un intervento organico sia sulla costa bassa sia sulla costa alta.
Secondo La Ghezza, l’erosione della costa alta si intreccia direttamente con il rischio idrogeologico, soprattutto nei centri abitati o nelle aree ad alta densità turistica, dove possono essere messe in pericolo vite umane. La Regione ha già stanziato 26 milioni di euro per i Comuni, destinati a interventi contro l’erosione della costa alta, da definire insieme alle amministrazioni locali.
«Serve intervenire in maniera organica e strutturale», ha ribadito, sottolineando però che le risorse da sole non bastano se i Comuni non sono messi nelle condizioni di dotarsi dei progetti di fattibilità tecnico-economica, indispensabili per accedere ai finanziamenti per la difesa del suolo.
Per questo motivo ha chiesto di audire nelle prossime sedute ANCI e Ordine dei Geologi, al fine di avere un quadro aggiornato delle aree più esposte e definire modalità di supporto efficaci per le amministrazioni locali. Accanto alla prevenzione, La Ghezza ha richiamato anche la necessità di investire sulla comunicazione e sulla consapevolezza dei rischi.
Al termine del ciclo di audizioni, ha annunciato l’intenzione di chiedere l’istituzione di un tavolo permanente sull’erosione costiera, per garantire un monitoraggio costante e risposte strutturate ai territori.
Trasporti, Perrini: criticità FSE e cantieri Pnrr
Sul fronte della mobilità interviene il consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio regionale Renato Perrini, che chiede un miglioramento dell’assetto organizzativo e dei servizi di Ferrovie del Sud Est.
Perrini ha sollecitato la definizione di un modello gestionale più efficiente, capace di rispondere alla domanda di mobilità e di scongiurare nuovi disagi per studenti, pendolari e lavoratori, dopo soppressioni e ritardi nelle corse. «Ho inviato una lettera al Direttore generale di Fse per chiedere la soluzione dei disagi causati a studenti, pendolari e lavoratori», ha dichiarato, sottolineando che le risposte ricevute non sono ancora strutturali.
Il consigliere ha inoltre effettuato sopralluoghi nei parchi autobus, nelle officine e nei cantieri ferroviari, monitorando in particolare i lavori della stazione di Crispiano per la realizzazione dell’hub intermodale finanziato con fondi Pnrr, con conclusione prevista a inizio maggio. Perrini ha ribadito la necessità di vigilare sull’avanzamento degli interventi e di garantire qualità e sicurezza nel trasporto pubblico regionale.
VI Commissione, Angolano: dialogo e ascolto al centro
Al termine della prima seduta, la presidente della VI Commissione Annagrazia Angolano ha ribadito l’impostazione dei lavori: «La VI Commissione si occupa di temi importanti che hanno al centro la persona. Dialogo e ascolto saranno alla base di ogni progetto».
Oltre al tema delle nuove figure di OSS specializzati e assistenti infermieri, la Commissione si occuperà di lavoro, formazione professionale, cultura e contrasto alla povertà educativa, in sinergia con la Giunta e con sedute congiunte con la Commissione Sanità per approfondire i Dpcm del 2025 che aggiornano i profili professionali.
L’obiettivo dichiarato è migliorare la gestione delle cure per anziani e persone fragili e costruire opportunità concrete per i giovani pugliesi, favorendo l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
L’insieme dei lavori delle Commissioni – tra difesa del suolo, gestione della risorsa idrica, pianificazione energetica, riorganizzazione sanitaria e mobilità – restituisce l’immagine di una fase politica incentrata sulla programmazione e sulla necessità di scelte strutturali, chiamate a coniugare tutela del territorio, sostenibilità economica e diritti dei cittadini.








