Allarme della Funzione Pubblica: «Clima pesante al Perrino, personale lasciato solo. L’ASL intervenga con controlli e sicurezza»
Cresce l’allarme per le condizioni di sicurezza negli ospedali della provincia di Brindisi. La CGIL Funzione Pubblica denuncia un clima sempre più teso all’interno dei presidi sanitari, con particolare riferimento all’ospedale “Perrino”, dove si moltiplicherebbero episodi di aggressività verbale, minacce e pressioni nei confronti del personale.
Secondo il sindacato, in molti reparti si registra una presenza continua e incontrollata di parenti e accompagnatori, che contribuirebbe a trasformare i luoghi di cura in ambienti di forte tensione, con conseguenze dirette sulle condizioni di lavoro degli operatori e sulla qualità dell’assistenza.
La CGIL FP Brindisi punta il dito contro la mancanza di un piano strutturato da parte dell’ASL Brindisi, ritenuta inadempiente rispetto alla necessità di prevenire e contrastare le aggressioni. In particolare, vengono evidenziate criticità legate all’assenza di sistemi efficaci di filtro agli accessi, controllo dei flussi, sorveglianza attiva e protezione del personale più esposto.
«È inaccettabile che lavoratrici e lavoratori della sanità siano lasciati soli proprio mentre svolgono funzioni delicate», sottolinea la CGIL, denunciando una situazione che rischia di compromettere anche la sicurezza dei pazienti.
Nel documento si richiama inoltre l’attenzione sulle conseguenze legali delle aggressioni al personale sanitario, ricordando che tali comportamenti possono configurare reati perseguibili d’ufficio, con pene che vanno da 2 a 5 anni di reclusione, fino a 16 anni nei casi più gravi, oltre a sanzioni amministrative comprese tra 500 e 5.000 euro per condotte moleste o ingiuriose.
Per questo, il sindacato chiede interventi immediati e concreti: percorsi di accesso controllati, regolamentazione rigorosa degli ingressi, rafforzamento della vigilanza, protocolli operativi con le forze dell’ordine e un sistema organizzativo capace di garantire risposte tempestive in caso di minacce o violenze.
«La sicurezza del personale sanitario non può essere affidata al caso», si legge nella nota firmata dal segretario generale FP CGIL Brindisi Luciano Quarta, che invita l’azienda sanitaria ad assumersi pienamente la responsabilità di tutelare chi ogni giorno garantisce assistenza e cure.
Una presa di posizione netta che riporta al centro del dibattito il tema della sicurezza nei luoghi di cura, sempre più esposti a tensioni e criticità, e che chiama in causa il ruolo delle istituzioni nella tutela di operatori e cittadini.
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