Puglia, I Commissione approva variazione di bilancio e debiti fuori bilancio: nella III focus anche su sanità e professioni

Via libera a oltre 1,4 milioni per il 2026. In III Commissione nasce il Tavolo tecnico per studi di biologi e psicologi

La I Commissione regionale ha approvato all’unanimità la prima variazione del Bilancio di previsione 2026/2028, su proposta dell’Ufficio di Presidenza, per un totale di 1.432.097,09 euro per il 2026 e 986.112 euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028. Nella stessa seduta, sono stati inoltre approvati a maggioranza i debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive, per un importo complessivo di oltre 57mila euro.

Un passaggio tecnico ma rilevante, che si inserisce nella gestione ordinaria dei conti regionali e che conferma l’attività di aggiornamento e adeguamento delle previsioni finanziarie.

Parallelamente, in III Commissione, si è aperto un confronto su un tema di forte impatto per il sistema sanitario territoriale: la regolamentazione degli studi professionali di biologi e psicologi.

Nel corso dell’audizione con gli Ordini professionali di Puglia e Basilicata, è stato annunciato dall’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia l’avvio di un Tavolo tecnico regionale per definire i requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi delle strutture professionali.

«Il Tavolo tecnico sarà la sede istituzionale in cui costruire regole condivise, capaci di rispondere alle reali esigenze dei professionisti e dei pazienti», ha dichiarato il presidente della III Commissione Felice Spaccavento, sottolineando l’urgenza di un intervento normativo equilibrato e calibrato sulle diverse realtà territoriali pugliesi.

La questione nasce da un vuoto normativo legato alla legge regionale n. 9/2017, che non aveva inizialmente incluso queste professioni tra quelle sanitarie. Un inquadramento successivo ha imposto requisiti strutturali che, secondo gli Ordini, risultano in molti casi sproporzionati rispetto alla natura delle prestazioni erogate, spesso a bassa invasività.

Per questo motivo, l’assessorato ha già concesso una moratoria di sei mesi per l’adeguamento degli studi e l’ottenimento del nulla osta, in attesa di definire criteri più chiari e uniformi.

«L’obiettivo è individuare una griglia regolamentare che consenta rapidità e semplificazione, garantendo al tempo stesso sicurezza e accesso ai servizi», ha spiegato Pentassuglia, evidenziando la necessità di un percorso condiviso con gli Ordini professionali.

Al centro del confronto, la tutela del paziente e la continuità assistenziale: evitare che norme troppo rigide possano compromettere l’accesso ai servizi sanitari territoriali, soprattutto in aree meno servite.

«Garantire che ogni cittadino possa accedere al proprio professionista senza interruzioni deve essere la priorità», ha aggiunto Spaccavento, richiamando l’importanza di una sanità di prossimità efficiente e sostenibile.

Il Tavolo tecnico avrà il compito di definire regole chiare, proporzionate e applicabili su tutto il territorio regionale, con l’obiettivo di ridurre la burocrazia e rafforzare l’equilibrio tra esigenze professionali e tutela della salute pubblica.

Un doppio binario, quello emerso dalle Commissioni regionali, che da un lato conferma l’attività amministrativa sul fronte finanziario e dall’altro apre a un confronto strategico sulla riorganizzazione dei servizi sanitari territoriali.

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