Con la crescita economica in rallentamento, le imprese chiedono una rapida attuazione delle politiche industriali e l’incremento delle opportunità occupazionali, con particolare attenzione ai giovani e alle donne
Il presidente di Confindustria Puglia, Sergio Fontana, esprime preoccupazione per la crescita economica rallentata della regione, che è inferiore sia rispetto al Sud Italia che all’intero Paese. Il commento arriva in seguito alla pubblicazione dell’analisi annuale di Banca d’Italia sull’economia regionale, che evidenzia un PIL in crescita dello 0,5% nel 2024, ma con un rallentamento rispetto agli anni precedenti. La Puglia appare vicina alla stagnazione, un dato che impone un’azione urgente per invertire la rotta.
Fontana sottolinea l’urgenza di accelerare l’attuazione degli strumenti di politica industriale, come i Contratti di Programma e i PIA, e critica la lentezza nell’istruttoria e nell’erogazione degli strumenti regionali. “Le imprese hanno bisogno di risposte rapide e chiare”, afferma Fontana, chiedendo una nomina urgente di un assessore allo Sviluppo Economico a tempo pieno, in grado di dedicarsi con continuità alla ripartenza della regione.
Il presidente evidenzia anche il ritardo nell’attuazione del PNRR e del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, con risorse ingenti disponibili ma ancora inutilizzate. Fontana insiste sulla necessità di investire ora, con metodo e visione, per ridurre i divari con il Nord e garantire crescita e occupazione stabile per il futuro.
L’occupazione cresce, ma a un ritmo lento, e l’industria, le costruzioni e il terziario sono tra i settori più in difficoltà. L’alto numero di inattivi, in particolare tra i giovani e le donne, dimostra che è necessaria una revisione delle politiche attive del lavoro. La CISL Puglia chiede un patto di responsabilità sul lavoro per favorire l’occupazione di qualità e una maggiore collaborazione tra istituzioni, sindacato e imprese.
Il rapporto di Bankitalia conferma che la crescita dell’economia pugliese nel 2024 è stata rallentata, con un’inflessione nell’industria e una crescita più moderata nel settore delle costruzioni e del terziario. Il settore turistico, invece, ha registrato un incremento positivo. Questo quadro economico suggerisce che solo un impegno concreto e tempestivo, con politiche industriali e occupazionali mirate, potrà garantire il futuro sviluppo della regione.








