Truffa del finto carabiniere a Lecce, due arresti: salvata un’anziana e recuperati gioielli e denaro

Decisiva la prontezza della vittima nel chiamare le Forze dell’Ordine. Arrestati due brindisini ai domiciliari, sequestrati anche altri monili d’oro su cui sono in corso accertamenti

Una telefonata al Numero Unico di Emergenza 112 e il tempestivo intervento della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Lecce hanno consentito di sventare una truffa ai danni di un’anziana leccese e di arrestare in flagranza due uomini, ritenuti responsabili del raggiro con il metodo del cosiddetto “finto carabiniere”.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce, si inserisce nell’ambito dei servizi predisposti dalla Polizia di Stato per il contrasto ai reati predatori e alle truffe nei confronti delle persone anziane.

La telefonata del falso maresciallo

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima è stata contattata telefonicamente da un uomo che si è presentato come maresciallo dei Carabinieri.

Il truffatore le ha raccontato che un’autovettura intestata a un familiare era rimasta coinvolta in un grave incidente stradale che aveva provocato danni per circa 7.000 euro, prospettando persino il rischio dell’arresto di un congiunto qualora il danno non fosse stato immediatamente risarcito.

Facendo leva sulla paura e sul forte coinvolgimento emotivo, il falso militare ha convinto la donna a raccogliere denaro e gioielli custoditi in casa, informandola che un incaricato del giudice sarebbe passato di lì a poco per ritirarli.

L’intervento della Squadra Mobile

La donna ha preparato una scatola contenente alcuni monili in oro e denaro contante, ma nel frattempo è riuscita a contattare le Forze dell’Ordine, descrivendo quanto stava accadendo.

Gli agenti della Squadra Mobile, già presenti nelle vicinanze dell’abitazione, sono riusciti a entrare nell’immobile pochi istanti prima dell’arrivo del presunto truffatore.

L’uomo si è diretto nella camera da letto, ha preso il portagioie ed è stato immediatamente bloccato dai poliziotti in borghese, che hanno recuperato tutti i beni sottratti e li hanno restituiti alla proprietaria.

Fermato anche il complice

Contemporaneamente gli investigatori hanno intercettato, nelle immediate vicinanze dell’abitazione, il presunto complice, che attendeva a bordo di un’autovettura per favorire la fuga.

La successiva perquisizione personale e veicolare ha consentito di rinvenire:

  • Ulteriori monili in oro, sui quali sono in corso accertamenti per verificarne la provenienza;
  • 365 euro in contanti;
  • 1,6 grammi di cocaina, motivo per il quale l’uomo è stato segnalato alla Prefettura come assuntore.

Arresti domiciliari e foglio di via

I due uomini, un 52enne e un 34enne originari della provincia di Brindisi, sono stati arrestati con l’accusa di truffa aggravata.

L’Autorità giudiziaria ha successivamente convalidato gli arresti, disponendo per entrambi la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Dovranno inoltre rispondere del reato di ricettazione in relazione ai gioielli rinvenuti nella loro disponibilità.

A seguito dell’istruttoria svolta dalla Divisione Anticrimine, il Questore di Lecce ha emesso nei loro confronti anche il Foglio di Via Obbligatorio, con divieto di ritorno nel Comune di Lecce per la durata di quattro anni.

L’allarme sulle truffe agli anziani

La Polizia di Stato richiama l’attenzione sul fenomeno delle truffe agli anziani, che tende ad aumentare durante il periodo estivo, quando molte persone della terza età rimangono più frequentemente sole nelle proprie abitazioni.

I truffatori sfruttano quasi sempre la preoccupazione per i familiari e il senso di urgenza per convincere le vittime a consegnare denaro e preziosi.

I consigli della Polizia di Stato

Gli investigatori ricordano alcune semplici regole per difendersi:

  • Nessun appartenente alle Forze dell’Ordine, magistrato o funzionario pubblico chiederà mai denaro o gioielli a domicilio;
  • Non fidarsi di telefonate che parlano di incidenti o arresti di familiari;
  • Non utilizzare numeri telefonici forniti dagli interlocutori, ma contattare direttamente i propri familiari;
  • In caso di dubbio chiamare immediatamente il 112;
  • Evitare di aprire la porta a persone sconosciute.

La Polizia di Stato sottolinea che una semplice telefonata può impedire ai truffatori di portare a termine il raggiro.

Si precisa che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono ritenersi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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