Taranto: Fiume Galeso trasformato abusivamente in approdo di barche, sequestri da parte della Guardia Costiera

Sequestrate varie unità nautiche che abusivamente occupavano l’intero letto del fiume, oltre a vari manufatti e strutture d’ormeggio. L’area interessata occupava 2500 metri di specchi d’acqua

di MATTEO FRANCESCO PINO – Un’operazione condotta dalla Guardia costiera di Taranto, in collaborazione con la Guardia di Finanza, ha portato al sequestro di varie unità nautiche che abusivamente occupavano l’intero letto del fiume, oltre a vari manufatti e strutture d’ormeggio.

Il Fiume Galeso è protetto da vari vincoli ambientali, paesaggistici, idrogeologici, botanici e culturali ed è proprietà per metà della provincia di Taranto, per metà del demanio di Stato. Si tratta, quindi, di un grave sfregio al patrimonio paesaggistico e naturale.

L’area interessata occupava 2500 metri di specchi d’acqua. Due le persone ritenute i responsabili e per questo denunciate, si attendono ancora i provvedimenti da adottare in merito.

Le unità sottoposte sotto sequestro includevano 41 imbarcazioni, 12 passerelle di ferro destinate all’ormeggio, 33 natanti, 6 strutture/container per i materiali da pesca e una struttura di legno di 50 metri quadri usata come magazzino per attrezzi e dimora del custode, al momento posta a misura cautelare reale per abusiva occupazione e deturpamento di bellezze naturali.

LE PAROLE DEL SINDACO E PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI TARANTO RINALDO MELUCCI – «Gli occhi della Guardia Costiera vigilano costantemente le coste italiane e in questi giorni, noi tarantini, dobbiamo essere particolarmente grati a donne e uomini della Capitaneria di Porto cittadina».

Prosegue «Con due distinti interventi, infatti, hanno mostrato tutto il valore della loro preparazione e delle loro competenze, mettendo in salvo un’imbarcazione in difficoltà in Mar Grande e ripristinando la legalità alla foce del fiume Galeso».

Conclude Melucci «A nome della comunità esprimo loro un sentito plauso, confermando la nostra totale collaborazione e il nostro sostegno».

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