Dopo anni di lavori, polemiche e attese, la nuova struttura da 299 posti letto è stata inaugurata sabato 26 luglio tra applausi, assenze istituzionali e richiami alla prudenza. Emiliano: «Apriremo quando saremo pronti». Tecnologia, sostenibilità e sicurezza per un presidio destinato a servire oltre 260mila cittadini tra Bari e Brindisi. Operatività attesa entro fine anno
Dopo quasi sette anni di lavori, il nuovo ospedale Monopoli-Fasano è finalmente realtà. Sabato mattina, in contrada Sant’Antonio d’Ascula, è stata tagliata ufficialmente la prima nastro della nuova struttura ospedaliera che servirà un bacino d’utenza di oltre 260.000 cittadini distribuiti tra le province di Bari e Brindisi. Ma l’apertura vera e propria ai pazienti è ancora in attesa: “Apriremo quando saremo pronti”, ha dichiarato il governatore uscente Michele Emiliano, respingendo le critiche sulla tempistica dell’inaugurazione.
L’evento, partecipato e fortemente simbolico, ha segnato la conclusione della fase edilizia e impiantistica, e l’avvio delle complesse operazioni di trasferimento dal vecchio ospedale “San Giacomo” di Monopoli. La piena operatività è attesa tra dicembre 2025 e l’inizio del 2026.

Un ospedale d’eccellenza tra ulivi e tecnologia
Il nuovo polo ospedaliero si estende su 178.000 metri quadrati, con 299 posti letto, 9 sale operatorie, un moderno blocco parto, 10 sale diagnostiche, pronto soccorso di ultima generazione, e dotazioni tecnologiche tra le più avanzate in Italia: TAC, risonanze magnetiche, ecografi, RX e mammografi 3D, in ambienti pensati per garantire umanizzazione delle cure e sostenibilità ambientale.

La struttura è stata progettata come un “ospedale in un parco”, tra ulivi monumentali ricollocati e muretti a secco ricostruiti. Un’opera architettonica che fonde paesaggio e sanità, grazie alla visione dell’architetto Albert De Pineda, tra i massimi esperti in edilizia ospedaliera. L’intero complesso è stato realizzato con criteri ambientali minimi, riduzione del 30% dei consumi energetici e un impianto fotovoltaico da 915 kWp.
Non sono mancate le polemiche. Assente il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, che in una lettera ha spiegato di voler partecipare solo all’inaugurazione effettiva, con l’ospedale operativo e i pazienti accolti.
Emiliano ha replicato: «L’ultima volta che abbiamo attivato un ospedale in fretta è successa una tragedia, con morti dovute a impianti non testati. Non vogliamo ripetere quegli errori. La prudenza è fondamentale».
Il riferimento è alla vicenda di Castellaneta, dove anni fa un errore sugli impianti di ossigeno costò vite umane. A Monopoli-Fasano, quegli stessi impianti sono stati realizzati dalla Item Oxygen, la stessa ditta coinvolta allora. Da qui la richiesta del presidente alla ASL di “impadronirsi della struttura con calma e competenza”, prima dell’apertura definitiva.
Un’opera da oltre 200 milioni
Il nuovo ospedale è costato oltre 200 milioni di euro, di cui 116 per le opere strutturali, 84,5 per le tecnologie e gli arredi, e 13 per la viabilità d’accesso. Fondi regionali, statali e comunitari (FSC e FESR) hanno alimentato un progetto di respiro europeo, in un territorio che da anni attendeva una risposta sanitaria forte e strutturata.
La transizione dal San Giacomo
A partire dal 28 luglio, inizierà il trasferimento degli uffici amministrativi, seguito nei mesi successivi da reparti clinici, ambulatori, pronto soccorso e degenze. Il cronoprogramma prevede la completa attivazione entro fine novembre, per accogliere i primi pazienti entro dicembre 2025.
Tra i protagonisti dell’evento anche Fabiano Amati, assessore al Bilancio e grande sostenitore del progetto: «Oggi non celebriamo solo un edificio, ma un’idea diventata realtà. Questo ospedale è una conquista collettiva, nata da una necessità e costruita con determinazione».
Presente anche Mons. Giuseppe Favale, vescovo di Conversano-Monopoli, che ha impartito la benedizione, ricordando il valore simbolico e umano del luogo: «Qui si cureranno i corpi, ma anche le speranze delle persone».
E mentre l’opposizione parla di “passerella elettorale”, Emiliano chiude con una battuta: «L’abbiamo costruito noi, è giusto che la gente sappia che l’ospedale c’è. Ora lo faremo vivere».
Perché una struttura sanitaria non si inaugura davvero con un nastro, ma con la prima vita salvata. E quel momento, promesso e atteso, è ormai vicino.
La Senatrice pugliese di Fratelli d’Italia, Maria Nocco, ha criticato con fermezza l’atteggiamento del Presidente della Regione, Michele Emiliano, accusandolo di «strumentalizzare un’opera non ancora funzionante». Il riferimento è all’assenza del Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, che aveva fatto sapere – con una comunicazione formale – di voler presenziare all’inaugurazione solo quando l’ospedale sarà effettivamente operativo.
«Il Ministero della Salute ha sostenuto con convinzione questo progetto, investendo oltre 84 milioni di euro nel quadro dell’Accordo di Programma Integrativo siglato nel luglio 2024 – ha dichiarato Nocco – Risorse che fanno parte di un piano complessivo da 205 milioni di euro destinati all’edilizia sanitaria pugliese, finanziato al 95% dallo Stato».
Secondo la Senatrice, «la presenza delle istituzioni dovrebbe coincidere con la restituzione di un servizio funzionante alla cittadinanza, non con un semplice taglio del nastro».
Sulla stessa linea anche il gruppo regionale di Forza Italia, che ha parlato di «inaugurazioni farlocche» e di un sistema sanitario pugliese «in affanno».
«Prima l’inaugurazione-bis del padiglione Asclepios 3 a Bari, ora quella di un ospedale che non ha ancora aperto – attaccano i consiglieri FI – intanto nei Pronto Soccorso regna il caos, le liste d’attesa sono insostenibili e i servizi ai cittadini restano carenti».
Dura anche la nota del capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Giacomo Conserva, che definisce l’inaugurazione «l’ennesima passerella elettorale della giunta Emiliano».
«Una struttura moderna e attesa da anni rischia di restare un contenitore vuoto almeno fino a dicembre, per la semplice ragione che il personale sanitario necessario non è ancora stato reperito – afferma Conserva – E intanto, gli ospedali vicini rischiano di svuotarsi ulteriormente, aggravando una situazione già critica».
Il consigliere leghista ha anche ricordato due emendamenti presentati in aula, non approvati dalla maggioranza, finalizzati a contenere gli sprechi e migliorare il monitoraggio della spesa sanitaria: «Strumenti semplici e immediati per portare efficienza e trasparenza».
Il dibattito politico si accende, mentre cittadini e operatori sanitari attendono risposte concrete e l’avvio effettivo delle attività nella nuova struttura. Il Governo, come ribadito da Nocco, conferma la volontà di «essere presente al momento giusto, quando davvero si potrà parlare di traguardo raggiunto».
Ma finché l’ospedale resterà chiuso, sarà la polemica – più che la medicina – a tenere banco.








