Lecce, “Mucchio!” chiude la Summer School “Forme della violenza”: Beckett tra catastrofe e assurdo

Sabato 29 agosto alla Sala Astràgali l’ultimo spettacolo aperto al pubblico della Residenza Filosofica. In scena Davide Morgagni e Fabio Zullino in un lavoro liberamente ispirato a “Fin de partie” di Samuel Beckett

Due figure sopravvissute a una catastrofe indefinita, rinchiuse in uno spazio dal quale sembra impossibile uscire e condannate a ripetere una partita che, forse, è già stata giocata. È l’universo di “Mucchio!” di Davide Morgagni, in scena sabato 29 agosto 2026 alle 21 alla Sala Astràgali di Lecce, in via Giuseppe Candido 23.

Lo spettacolo rappresenta l’ultimo appuntamento teatrale aperto al pubblico della Summer School di filosofia e arti performative “Forme della violenza”, organizzata da “Kaiak. A Philosophical Journey” e Astràgali Teatro, con il patrocinio della Società Filosofica Italiana.

Da Beckett una riflessione sull’impossibilità di uscire dallo stallo

“Mucchio!” è una coproduzione Therasiailgaragedellearti e Astràgali Teatro e vede sul palco Davide Morgagni insieme all’attore Fabio Zullino.

Il lavoro è liberamente ispirato a “Fin de partie” di Samuel Beckett, una delle opere teatrali più importanti del drammaturgo irlandese.

Come nell’universo beckettiano, i protagonisti di “Mucchio!” sembrano essere sopravvissuti alla fine del mondo. Sono barricati all’interno di quello che appare come un angusto spazio teatrale e, nonostante tutto, continuano a giocare la propria pièce.

Una partita che, però, sembra essere già terminata prima ancora di cominciare.

Una partita giocata per continuare a perdere

La ripetizione diventa uno degli elementi centrali dello spettacolo. Si continua a giocare nel tentativo, apparentemente vano, di uscire da una condizione di immobilità, oppure semplicemente per riuscire, finalmente, a portare a termine la sconfitta.

Non c’è più dialettica e viene meno persino la tradizionale costruzione drammaturgica. Restano mosse false e “soluzioni immaginarie”, frammenti attraverso i quali i personaggi continuano a confrontarsi con un mondo ormai ridotto ai suoi elementi essenziali.

È qui che entra in gioco anche il significato del titolo.

Il paradosso del mucchio

“Mucchio!” richiama infatti l’antico paradosso del sorite: mille chicchi di grano costituiscono un mucchio. Togliendone uno alla volta, resta difficile stabilire esattamente in quale momento quel mucchio smetta di esserlo. Fino al paradosso per cui anche un solo granello può continuare a essere chiamato mucchio.

Una logica che nello spettacolo incontra quella dell’assurdo beckettiano. I giorni trascorrono come chicchi aggiunti uno dopo l’altro: apparentemente nulla cambia, fino al momento in cui, quasi senza accorgersene, ci si trova davanti al mucchio.

La ripetizione, l’attesa, lo stallo e l’impossibilità di individuare una vera conclusione diventano così materia teatrale e filosofica.

L’ultimo spettacolo di “Forme della violenza”

Con “Mucchio!” si conclude la serie di spettacoli inseriti nella Summer School “Forme della violenza”, i cui temi si intrecciano con quelli affrontati durante la Residenza Filosofica.

Il percorso aperto al pubblico ha compreso anche “Per Brecht. Inno alla tenace fiducia nell’umano contro violenza e dittature” e “Corpo sonoro”, omaggio all’universo artistico e musicale di John Cage.

Tre esperienze differenti accomunate dal tentativo di mettere in dialogo filosofia e arti performative, utilizzando il teatro, la parola e il suono per affrontare questioni che conservano una forte relazione con il presente.

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