Puglia: Nichi Vendola eletto presidente di Sinistra italiana «Ritorno alla politica attiva»

«Questo è un ritorno alla politica, ma non mi candido a niente. Vorrei rivolgermi ai tanti compagni e compagne che sono fuori di qui e sono anche fuori dal partito e fuori dall’idea di tornare a fare politica e talvolta di andare a votare» ha detto Vendola

Nichi Vendola, ex presidente della regione Puglia ed ex leader del partito Sinistra Ecologia Libertà, è stato eletto per acclamazione presidente di Sinistra Italiana, partito nato nel 2016 dallo scioglimento di Sinistra Ecologia Libertà.

Il palcoscenico del ritorno di Vendola è stato il congresso di Sinistra italiana, a Perugia, che per acclamazione ha anche confermato Nicola Fratoianni nel ruolo di segretario. E come primo atto da segretario rieletto, Fratoianni ha avanzato due proposte, entrambe promosse dagli iscritti: affidare la figura del tesoriere del partito a Mimmo Caporusso e, appunto, a Nichi Vendola la presidenza.

«Vendola – ha ricordato il segretario di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni – ha scelto di non misurarsi con le istituzioni fino a quando non avrà risolto nel modo migliore, e certamente sarà così, una vicenda giudiziaria che lo riguarda. Questo non vuol dire non fare politica, non dire la propria. Vendola è una grande risorsa della sinistra di questo Paese

«Questo è un ritorno alla politica, ma non mi candido a niente. Vorrei rivolgermi ai tanti compagni e compagne che sono fuori di qui e sono anche fuori dal partito e fuori dall’idea di tornare a fare politica e talvolta di andare a votare. Non possiamo abbandonarci alla depressione, al rimpianto alla nostalgia. I tempi sono oscuri e questo è il tempo di tornare a casa per rimetterci in cammino, questo dobbiamo fare con la cura di accogliere le tante differenze. Lo confesso: sento forte il richiamo della foresta», ha dichiarato il Presidente di Sinistra italiana, eletto per acclamazione.

Il sessantacinquenne barese è stato, per anni, uno degli attori principali dell’universo progressista più radicale. Dopo essersi laureato in Lettere nel capoluogo pugliese con una tesi su Pier Paolo Pasolini, fece ben presto coming out e rivelò la propria omosessualità. Nei primi anni Ottanta fu tra i promotori e fondatori dell’associazione Arcigay e della Lega italiana per la lotta contro l’Aids. Alle elezioni politiche del 1987 ,Vendola si candidò alla Camera nelle liste del Pci del Lazio. Ottenne 10.764 preferenze e non venne eletto. Contrario alla svolta della Bolognina promossa da Achille Occhetto nel novembre 1989, al penultimo congresso del Pci del marzo 1990 Vendola era tra i 105 dirigenti eletti nel comitato centrale per la mozione Ingrao.

Dopo lo scioglimento del Pci, Vendola non considerò neppure l’ipotesi di entrare nel Pds, bollato come troppo moderato. Optò così per Rifondazione Comunista. In quegli anni lavorò come giornalista nella prima redazione di Liberazione, il settimanale di partito. Vendola ha una lunga storia all’interno della sinistra italiana: è stato deputato fra il 1992 e il 2005, e per i dieci anni successivi popolarissimo presidente della Puglia. Nel 2012 si candidò come leader della coalizione di centrosinistra in vista delle elezioni politiche: arrivò terzo dopo Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi. Negli anni successivi a quel risultato abbandonò progressivamente la politica attiva, senza ricoprire alcuna carica elettiva né ruoli interni a un partito.

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