«Si tratta sempre di posizioni tecniche molto chiare ma nessuno potrà prescindere dalla opportunità politica su un tema molto sentito e sul quale questa Commissione continuerà ad avere un focus aperto», ha detto il presidente Mazzarano
Proseguono le audizioni nella V Commissione del presidente Michele Mazzarano in ordine al progetto per la realizzazione del dissalatore di Taranto.
Mazzarano ha sottolineato che gli incontri su questo importante tema hanno offerto un arco dettagliato di posizioni, ciascuno dal suo punto di vista, ha fornito contributi interessanti.
«Si tratta sempre di posizioni tecniche molto chiare ma nessuno potrà prescindere dalla opportunità politica su un tema molto sentito e sul quale questa Commissione continuerà ad avere un focus aperto», ha detto il presidente Mazzarano.
I consiglieri Stellato e Scalera Scalera ringraziamo per l’attenzione al territorio tarantino che ha subito una grave crisi idrica il cui utilizzo di acqua dissalata del fiume Tara può avere risvolti importanti anche per l’agricoltura, sempre avendo presente il rispetto del territorio e delle sue bellezze naturalistiche.
Sono stati ascoltati, «Coldiretti Coldiretti» funzionari degli assessorati regionali competenti, il Consorzio unico centro Sud Puglia, l’Autorità idrica e l’Autorità di bacino.
L’ipotesi è di realizzare entro il 2026 l’impianto di dissalazione più grande d’Italia, con una portata di 630 litri al secondo che permetterà di ridurre l’emungimento e il rischio di salinizzazione delle acque di falda. Un passo importante all’interno della strategia di diversificazione delle fonti di approvvigionamento.
Si tratta, per quanto si legge, del dissalatore più green e più grande d’Italia che sarà realizzato a Taranto. Funzionerà a osmosi inversa e dissalerà le acque di sorgente, salmastre, del fiume Tara, producendo 60 mila mc al giorno di acqua potabile, corrispondenti al fabbisogno di circa 385 mila persone. Dovrebbe essere pronto nel giro di due anni.
La costruzione del dissalatore rientra in una strategia di diversificazione degli approvvigionamenti d’acqua, in un momento in cui la questione della siccità e di come fronteggiarla si fa sempre più urgente. L’impianto è pensato per produrre una portata di 630 litri al secondo e ridurre l’emungimento delle acque di falda attraverso 111 pozzi localizzati soprattutto in Salento, che costituiscono un’importante fonte di approvvigionamento idrico della Puglia (circa il 16%).
Questa riduzione dell’attività di prelievo dovrebbe, peraltro, minimizzare il rischio di salinizzazione della falda, che può derivare dalla miscelazione di acqua dolce con quella salata proveniente dal mare. Anche sul fronte energetico, il progetto del dissalatore di Taranto si propone come un modello a impatto ridotto.
Quella del dissalatore di Taranto, è una delle opere strategiche importanti finanziate grazie all’accordo tra Governo e Regione Puglia sul Fondo di sviluppo e coesione.
Con ben 70 milioni per la provincia di Taranto, l’Acquedotto Pugliese, destinatario del finanziamento, potrebbe dare acqua per esclusivo uso civile a ben 380.000 persone, riducendo l’emungimento dei pozzi a fini irrigui.
Con una siccità ormai galoppante, resta un’occasione da non perdere né da sciupare.
Il problema, però, sta nel sito individuato per realizzarlo, tra l’altro ritenuto bene paesaggistico dal Pptr, e nella fonte di approvvigionamento dell’acqua: il fiume Tara.
Il prelievo dal fiume Tara, che ha acqua salmastra – caratteristica di questo fiume – in luogo di quella marina che è più salata, sarà anche ridotto il consumo di energia elettrica. L’opera, progettata con attenzione all’ambiente, sarà la prima di grandi dimensioni in Puglia e sorgerà nelle vicinanze della presa d’acqua del Tara gestita a scopi irrigui e industriali dall’Eipli, l’Ente per lo sviluppo dell’Irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania e Irpinia. Col dissalatore, quindi, si potrà far fronte all’incremento delle richieste estive e ridurre il prelievo dell’acqua dai pozzi, contribuendo così al miglioramento dello stato delle falde sotterranee.








