Capone: «Il gap con gli uomini è ancora troppo ampio in tutti i settori, il nostro contributo fondamentale per migliorare la vita di tutti»
Nuove politiche di genere per una Puglia più equa e democratica. A chiederle sono le amministratrici elette pugliesi a conclusione di un progetto durato un anno, organizzato dalla Presidenza del Consiglio regionale per la Rete delle elette.
Ieri, presso l’Agorà del palazzo di via Gentile, alla presenza della presidente del Consiglio regionale Loredana Capone, è stato illustrato il «Documento di indirizzo e progettazione strategica delle misure di politiche di genere», che servirà per la stesura di un Piano strategico per una Puglia più equa e democratica.
Il documento di indirizzo è il risultato di un percorso partecipato, iniziato a marzo del 2024, che ha visto protagoniste oltre 500 amministratrici di tutta la Puglia: sindache, assessore e consigliere comunali.
Le elette hanno chiesto la creazione di spazi di discussione ed equità nell’accesso alle risorse necessarie per operare con efficacia. Il confronto per le elette diventa essenziale: uno spazio dove non solo si possa imparare, ma dove si possa anche trovare solidarietà, scambiarsi esperienze e strategie, crescere insieme, senza paura di essere giudicate. Luoghi e occasioni che offrano concrete opportunità di formazione e accesso alle risorse, rendendo l’amministrazione un campo più accessibile e più equo per tutti.
Il gap di genere è ancora molto forte. Analizzando i dati dell’anagrafe degli amministratori locali del Ministero degli Interni al 31 dicembre 2024, su 126.547 amministratori locali ben 82.180 (pari al 64,94%) sono uomini. Approfondendo questi numeri, si nota che con il crescere del ruolo la percentuale di uomini aumenta: su 7.803 sindaci, ben 6.630 (pari all’84,97%) sono uomini.
Va molto peggio nelle regioni: il dato aggiornato al 19 marzo 2025 è impietoso per le politiche di genere. Su 20 presidenti di regione, 18 sono uomini; anche tra i presidenti dei consigli regionali, 18 su 20 sono uomini. Solo Puglia e Umbria hanno una presidente donna. Tra 141 assessori, 103 sono uomini, mentre su 665 consiglieri, 499 sono uomini.
Nel mondo accademico la dinamica non cambia: su 85 rettori, 68 sono uomini.
Infine, nel mondo economico, secondo i dati di marzo 2025 di “Sesso è Potere”, si registra una schiacciante presenza maschile tra le società controllate o partecipate dal Ministero delle Finanze: 6 uomini CEO su 6 società quotate in borsa, 22 uomini CEO su 28 società non quotate.
Il documento di indirizzo contiene le proposte avanzate dalle amministratrici su diverse tematiche, affrontate in collaborazione con esperti e dirigenti regionali. Durante i tavoli di lavoro, sono emerse proposte riguardanti:
- Digitalizzazione e Innovazione
- Cultura e turismo
- Transizione verde e rivoluzione ecologica
- Infrastrutture per una mobilità sostenibile
- Istruzione e ricerca
- Inclusione, coesione, welfare e salute
Le amministratrici chiedono ambienti urbani accoglienti, capaci di rispondere alle diverse esigenze della comunità e di valorizzare le peculiarità del territorio. Sul piano lavorativo, propongono nuove misure per facilitare le assunzioni attraverso incentivi alle imprese, la creazione di sportelli dedicati all’accompagnamento al lavoro e un impegno per promuovere la parità retributiva. Chiedono inoltre meno burocrazia nell’accesso ai servizi welfare.
Nel campo politico-amministrativo, la richiesta è di un approccio integrato che unisca informazione, formazione, pianificazione partecipata e collaborazione territoriale, con un focus sull’uso strategico delle risorse e una comunicazione mirata con le istituzioni.
Un capitolo importante riguarda le amministratrici dei piccoli comuni, spesso scollegati dalle opportunità offerte dalle politiche regionali.
Il progetto per la Rete delle elette, sviluppato attraverso forum tematici, ha fatto tappa nelle sei province pugliesi. «È stato un viaggio straordinario in cui donne amministratrici provenienti da tutti i territori della nostra regione si sono confrontate» – spiega la presidente Capone – «hanno condiviso le buone pratiche, acquisito competenze e creato una rete di contatti. Un progetto che rappresenta un unicum in Italia, un’opportunità per essere realmente protagoniste attive di un cambiamento che possa colmare il gap di genere esistente in tutti i settori. Sono convinta che questa partita va giocata sulle competenze» – aggiunge – «E chi ha ruoli nelle istituzioni deve mettersi a disposizione delle altre e aprire percorsi per agevolare il cammino. Ho cercato di fare questo. Sono venute fuori diverse proposte nei vari ambiti, e queste saranno inserite in un Piano strategico da sottoporre alle istituzioni regionali affinché vengano assunti impegni ben precisi. Perché una politica per le donne è una politica che aiuta tutta la comunità, anche e soprattutto gli uomini».
La Rete delle elette pugliesi, prevista dalla legge regionale n. 7 del 21 marzo 2007, è stata istituita nel 2021 su forte impulso della presidente del Consiglio regionale. Dopo l’istituzione della Rete, l’Ufficio di Presidenza ha approvato le linee guida per il suo funzionamento.
La Rete nasce con l’obiettivo di promuovere e valorizzare la presenza delle donne nelle istituzioni e nella vita politica. Tra le sue finalità vi sono il sostegno al pieno sviluppo della persona, la promozione della cultura della rappresentanza paritaria e del potere condiviso, la prevenzione e il contrasto agli stereotipi e alle discriminazioni.








