L’accusa è di cooperazione in omicidio colposo e omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro
Taranto, sono state rinviate a giudizio 7 persone tra dirigenti, ex dirigenti e capi dello stabilimento siderurgico dell’ex Ilva. L’accusa è di cooperazione in omicidio colposo e omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro, per gli avvenimenti accaduti il 10 luglio 2019, quando Cosimo Massaro, 40 anni, ha perso la vita in seguito a una tromba d’aria che ha spezzato la gru che manovrava. L’uomo è, quindi, finito in mare nell’area del porto dedicata al Siderurgico.
Quel giorno altri due gruisti rimasero feriti in circostanze analoghe, e adesso oltre alle 7 persone già citate, dovrà rispondere di accuse gravi anche la società ArcelorMittal, imputata ai sensi della legge 231 del 2000, che regola la responsabilità amministrativa delle imprese.
I pubblici ministeri Raffaele Graziano e Filomena Di Tursi contestano la mancata adozione di un piano di evacuazione dalle gru, alcune delle quali non erano provviste del sistema di trattenuta, le cosiddette tenaglie anti-uragano.
Sette anni prima, nel novembre 2012, in un incidente analogo perse la vita un altro operaio, Francesco Zaccaria, sempre durante una tromba d’aria e per la caduta in mare della gru.








