Sanità pugliese, scontro sul buco da 369 milioni: FdI attacca, «Decaro riferisca in Aula»

Il centrodestra incalza su commissariamento e possibile aumento IRPEF. Chiesta trasparenza su conti, sprechi e responsabilità politiche

Il nodo della sanità pugliese irrompe con forza nel dibattito politico regionale, trasformandosi in un vero e proprio terreno di scontro tra maggioranza e opposizione. A sollevare il caso è il gruppo regionale di Fratelli d’Italia, che punta il dito contro il presidente della Regione Antonio Decaro, accusandolo di non aver riferito in Aula sul disavanzo sanitario e sulle prospettive di intervento.

Al centro della polemica, un buco stimato in circa 369 milioni di euro, che secondo l’opposizione rischia di tradursi in commissariamento del sistema sanitario regionale, tagli ai servizi e aumento della pressione fiscale.

«A due giorni dall’ineluttabile iattura del commissariamento della sanità pugliese, ci saremmo aspettati che Decaro si confrontasse in Consiglio. Invece, la maggioranza preferisce nascondere la polvere sotto il tappeto», dichiarano i consiglieri di Fratelli d’Italia.

Il gruppo consiliare evidenzia come le possibili conseguenze non riguardino soltanto l’equilibrio dei conti pubblici, ma incidano direttamente sui cittadini, in particolare sul ceto medio, attraverso un possibile incremento dell’IRPEF regionale, ipotizzato anche per i redditi superiori ai 28mila euro.

«Parliamo di persone che guadagnano 1.500 o 1.600 euro al mese. Non è il ceto alto, ma quello che ogni giorno manda avanti questa regione», sottolineano.

La richiesta: chiarezza sui conti e sulle responsabilità

L’opposizione chiede una ricognizione dettagliata del disavanzo, ritenendo insufficiente la generica voce “beni e servizi” utilizzata per giustificare l’aumento della spesa sanitaria.

«Vogliamo sapere come è stato accumulato questo debito, voce per voce, a 360 gradi», incalzano i consiglieri, che hanno richiesto anche l’istituzione di una Commissione ad hoc per approfondire la gestione delle risorse.

Nel mirino anche la presunta task force attivata dalla Regione per individuare sprechi e criticità: un lavoro che, secondo FdI, deve essere reso pubblico e trasparente.

Il confronto politico e i precedenti

Nel dibattito entrano anche valutazioni sulle precedenti gestioni. L’opposizione richiama l’esperienza dell’ex assessore alla Sanità Rocco Palese, sostenendo che nel 2023 il disavanzo fosse stato ridotto fino a circa 39 milioni di euro, avvicinando la Regione alla chiusura del Piano di rientro.

«Poi, proprio quando i conti stavano tornando in ordine, la spesa è andata fuori controllo fino ad arrivare al rosso attuale», attacca FdI.

A rafforzare le richieste di chiarimento, viene citato anche l’ex assessore regionale alla Sanità Tommaso Fiore, che avrebbe sollevato dubbi sulla gestione recente e chiesto di individuare eventuali responsabilità.

«Non molleremo finché non avremo tutte le risposte», ribadisce il gruppo consiliare.

Il rischio per cittadini e servizi

Il punto più critico resta però l’impatto concreto sulla popolazione. Secondo l’opposizione, il combinato disposto tra aumento delle tasse e riduzione dei servizi sanitari rischia di aggravare ulteriormente la qualità dell’assistenza.

«C’è una sola certezza: i pugliesi pagheranno un’IRPEF regionale più alta e avranno servizi sanitari più bassi», conclude FdI.

Uno scenario che apre interrogativi non solo sulla gestione finanziaria, ma anche sulla tenuta complessiva del sistema sanitario regionale, in una fase già segnata da criticità strutturali e crescente domanda di servizi.

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