Sventato un imponente traffico illecito di rifiuti tossici e speciali, tra i nomi principali dell’inchiesta figurano i coniugi Cosimo Roma e Manuela Milano, imprenditori della nota azienda Bri.Ecologica
di SARA LIA – Ieri mattina, 27 maggio, è scattata l’operazione “Erebus”, grazie alla quale è stato sventato un traffico illecito di rifiuti tossici. Emesse 19 misure cautelari tra cui emergono i nomi di Cosimo Roma e Manuela Milano, coniugi e imprenditori dell’azienda Bri.Ecologica.
Già qualche giorno fa, era stato disposto il giudizio immediato nei confronti loro e di altri cinque imputati. L’inchiesta, nella quale erano coinvolti, riguardava presunti traffici di rifiuti dalla Puglia verso l’Est. Proprio ieri, invece, sono scattati gli arresti domiciliari per Mino Roma, su disposizione della gip Ilaria Casu.
Manuela Milano resta indagata ma in stato di libertà. Nel frattempo, è stato disposto il sequestro preventivo nei confronti dell’impresa di circa 273 mila euro, profitto proveniente dai traffici. In sostanza, i due per guadagnare di più, facevano pagare il conto al territorio.
Nella maggior parte dei casi, dunque, i rifiuti speciale non venivano smaltiti, ma sversati. Secondo la DDA, i coniugi farebbero parte del giro; Roma, invece, durante gli interrogatori preventivi, avrebbe negato di farne parte. Le risposte dell’imprenditore, però, non avrebbero convinto il gip.
A Bri.Ecologica, infatti, sono contestati più di dieci episodi di sversamenti illeciti, eseguiti a Molfetta, in un capannone. Uno di questi sarebbe avvenuto all’interno di una campagna di Rosa Marina, che si sottolinea essere parte del Parco Naturale Regionale delle Dune Costiere.
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