Brindisi, il porto accende la polemica del Consigliere Greco

Il Consigliere Comunale Greco critica l’intervento di Di Donna, facendo sapere la sua sul porto di Brindisi in una nota. La speranza di Greco è quella di poter avere un confronto diretto, senza venire a conoscenza del futuro del porto già a giochi fatti

Il futuro del porto di Brindisi accende il dibattito politico in Consiglio Comunale. A innescare la polemica è una nota del consigliere Michelangelo Greco, che critica aspramente l’intervento del capogruppo di Forza Italia, Nicola Di Donna, riguardo le recenti dichiarazioni del Commissario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM), Avv. Mastro.

Di Donna ha, di recente, rimproverato al Commissario di aver anticipato a mezzo stampa le sue idee sullo sviluppo portuale senza un preventivo confronto con il territorio. Secondo Greco, questo accuse nasconderebbero una contraddizione di fondo. Greco analizza le anticipazioni di Mastro. Dall’analisi, sottolinea come le dichiarazioni, in realtà, non rappresentino una novità ma si pongano in continuità con la linea tracciata dai suoi predecessori.

Greco critica la visione di uno sviluppo prettamente industriale per il porto esterno, che a suo dire «classificherà Brindisi ad essere ostaggio di attività commerciali che in modo naturale escluderanno traffici crocieristici e turistici».

Il punto centrale della nota di Greco è però l’attacco diretto al capogruppo di Forza Italia. «La cosa che stona nel comunicato stampa del Capogruppo di Forza Italia è l’invito reiterato allo stesso Mastro a non prendere decisioni importanti per lo sviluppo del porto ora da Commissario e di aspettare la sua nomina a Presidente», scrive Greco.

In conclusione, Greco auspica un cambio di passo. Infatti, chiede un incontro tempestivo con il Commissario Mastro per un confronto reale e partecipato sul futuro del porto. La speranza del consigliere è «che anche questa volta il dibattito non avvenga a giochi già fatti e a decisioni già prese». Un monito per evitare che le scelte strategiche per il porto vengano calate dall’alto senza il coinvolgimento della città e dei suoi rappresentanti.

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