OPI Brindisi contro la delibera regionale: «A rischio la salute dei cittadini fragili»

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche chiede il ritiro immediato del provvedimento che consente alle RSA di sostituire fino al 50% degli infermieri con OSS: «Riduce la sicurezza delle cure e crea un vuoto assistenziale inaccettabile»

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Brindisi esprime forte contrarietà alla recente delibera della Giunta regionale pugliese che autorizza le RSA per persone non autosufficienti a sostituire fino al 50% del personale infermieristico con operatori socio-sanitari.

«Questa misura rappresenta un arretramento grave e pericoloso nella qualità dell’assistenza. Le persone fragili, che vivono nelle RSA, hanno bisogni sanitari complessi che solo la professionalità e la responsabilità dell’infermiere possono garantire. Sostituire in modo massiccio infermieri con figure che non hanno competenze cliniche significa ridurre la sicurezza delle cure e creare un vuoto assistenziale inaccettabile» ha dichiarato la presidente OPI Brindisi, Paola De Biasi.

L’Ordine sottolinea che l’assistenza infermieristica è un atto sanitario riconosciuto dalle normative nazionali e regionali e che «non può in alcun modo essere surrogata da professionisti che hanno un ruolo diverso e complementare, ma non sovrapponibile a quello dell’infermiere».

Pur riconoscendo le difficoltà di reclutamento nelle strutture, De Biasi evidenzia che «la strada non può essere quella di derogare agli standard minimi di sicurezza. La Regione deve attivarsi con urgenza per politiche di reclutamento, incentivi e stabilizzazione degli infermieri, non per ridurre la qualità dell’assistenza».

L’OPI Brindisi si unisce così alla posizione già assunta da OPI Puglia e dalle organizzazioni sindacali, chiedendo con fermezza il ritiro della delibera e l’apertura di un tavolo di confronto con professioni sanitarie e parti sociali.

«Come infermieri non difendiamo solo una categoria, ma soprattutto il diritto dei cittadini fragili ad avere cure sicure, appropriate e di qualità. La salute non può essere sacrificata sull’altare della gestione economica» conclude la presidente De Biasi.

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