Bari, il caso Ferri divide il Comune

Carelli (M5S): Un tavolo per la legalità «avrebbe messo il Comune in una condizione di giudizio diversa». Bronzini (PD): «Fiducioso nell’azione della magistratura»

La vicenda riguardante Francesca Ferri, consigliera comunale del comune di Bari, arrestata, imputata per diversi reati tra cui il voto di scambio, ha creato imbarazzo a Palazzo di Città.

Il capogruppo del Partito Democratico, Marco Bronzini, si è detto fiducioso nell’azione della magistratura. Mentre, Michele Picaro, consigliere di Fratelli d’Italia teme un ulteriore allontanamento delle persone dalla vita politica impressionate negativamente dal susseguirsi di tali vicende. C’è anche chi ricorda di aver proposto un tavolo per la legalità che «avrebbe messo il Comune in una condizione di giudizio diversa», come afferma da Italo Carelli, portavoce del Movimento 5 Stelle.

Ferri è entrata in Consiglio comunale nel 2019, candidata col centrodestra a sostegno di Pasquale Di Rella (non indagato), era passata in maggioranza. La sua lista era quella di “Italia Popolare”, vicina a Massimo Cassano. Lo scandalo è scoppiato e ora, la consigliera dovrebbe essere temporaneamente sospesa e surrogata dal primo dei non eletti della sua lista.

L’inchiesta, denominata “Valenza”, ha turbato gli animi dei politici impegnati nella lotta alla legalità. Bronzini (PD) ha dichiarato «Sono pienamente fiducioso nell’attività della magistratura. Il processo deve fare il suo corso e porterà alla verità. Ma la vicenda giudiziaria, per ora rimane aperta e non ci sono condizioni per esprimere giudizi perentori».

Pensiero condiviso anche dall’opposizione. In particolare, Picaro (FdI) ha commentato «Non entro nel merito della vicenda ma il mio timore più grande è che questo genere di notizie allontanino sempre di più le persone dalla politica. Noi, come FdI, constata la distanza della gente dalla politica, stiamo cercando di fare proprio il contrario, aprendo circoli cittadini e facendo comunità. Ma inchieste come queste sono una minaccia per la partecipazione».

Carelli dei Cinque Stelle ha sottolineato la proposta mai pienamente considerata di istituire un Tavolo per la legalità «Abbiamo cercato per ben due volte di convincere Decaro e la sua maggioranza ad approvare il Tavolo, la prima volta con una proposta di Elisabetta Pani, la seconda con una proposta firmata da me stesso».

L’istituzione del Tavolo per la legalità è stata una proposta sottoscritta da tutti I candidati alla caricata di sindaco nel 2019. Infatti, Carelli ha aggiunto che attraverso la sua effettiva istituzione si sarebbe potuto dare un segnale di lotta alla corruzione e al reato di voto di scambio. Il portavoce dei pentastellati, rivolgendosi al Parlamento, ha chiesto «di inasprire le pene per i politici condannati per reati collegati al loro mandato e di eliminare la prescrizione per corruzione, concussione, tangenti e voto di scambio».

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