Dati allarmanti per la Puglia, la terza regione, dopo il Molise e la Calabria, destinata nel 2023 alla più forte contrazione del PIL, che passerà dal 3,2% del 2022 a -0,5 per cento
La Puglia è la terza regione, dopo il Molise e la Calabria, destinata nel 2023 alla più forte contrazione del PIL: passerà dal 3,2% del 2022 a -0,5 per cento. Il dato è legato alla recessione prevista in tutto il mezzogiorno, il cui PIL, sempre nel 2023. Scenderà a -0,4 in media.
La situazione fotografata dal Rapporto Svimez su economia e società del Mezzogiorno ritrae delle regioni sotto shock, tra povertà e inflazione. Il rapporto riferisce che per la ripresa post-Covid e il conflitto russo-ucraino bisognerà attendere il 2024.
La Presidente del Consiglio regionale pugliese Loredana Capone ha commentato gli aggiornamenti dati dal rapporto Svimez «Ci allarma molto perché contiene situazioni che ovviamente conosciamo, ma con dati che incidono gravemente sulle nuove povertà e sui divari educativi, fino al tasso di occupazione femminile.»
Capone ha sottolineato come il Paese sia spaccato tra Nord e Sud e con 760.000 nuovi poveri stimati a causa dei rincari sui beni energetici alimentari, di cui 500.000 al Sud. Ha aggiunto «Cresce anche il numero di coloro che, pur avendo una fonte di reddito, sono a rischio povertà. Sempre maggiore diffusione di contratti precari.»
La Presidente del Consiglio regionale pugliese ha analizzato anche i numeri legati al Mezzogiorno: il part-time involontario raggiunge il 77,5%, rispetto al 54,7 % del centro nord e le famiglie con un occupato in povertà in Italia sono 877.000, di cui 280.000 al sud. Ha poi concluso «Insomma, negli ultimi vent’anni il Mezzogiorno ha perso 1.200.000 giovani. Il divario non fa sconti neppure sul fronte del sistema educativo, quindi continua con il tasso di occupazione femminile che nel Mezzogiorno è molto lontano dalla media europea. Se in Italia il gap con l’Europa è di 15 punti nel 2022, nel Mezzogiorno la differenza è di 30 punti».








