Deposta una corona di fiori in via Petrone e in piazza Libertà. Amministrazione, familiari, associazioni antifasciste e comitati civici riuniti per onorare il giovane militante comunista ucciso nel 1977: un richiamo alla memoria, ai valori costituzionali e alla responsabilità delle nuove generazioni
Nel 48° anniversario dell’omicidio di Benedetto Petrone, Bari ha rinnovato il tributo a una delle figure simbolo dell’antifascismo cittadino. Questa mattina l’amministrazione comunale, insieme ai familiari, alle istituzioni municipali e alle associazioni del coordinamento antifascista, ha deposto una corona di fiori in via Benedetto Petrone e, successivamente, presso la lapide commemorativa in piazza Libertà, luoghi che conservano la memoria del giovane militante comunista ucciso nel 1977 da una squadraccia neofascista.
Alla cerimonia erano presenti il sindaco Vito Leccese, la sorella della vittima Porzia Petrone, le presidenti del Municipio I Annamaria Ferretti e del Municipio IV Maria Chiara Addabbo, la presidente dell’ANPI Bari Rosaria Lopedote, insieme ai rappresentanti del Comitato XXVIII Novembre e del coordinamento antifascista composto da ANPI, ARCI, CGIL, Libera, UDU, Uds e Zona Franka.
Nel suo intervento, il sindaco Leccese ha ricordato il ruolo di Bari come “cerniera e baluardo” nei momenti decisivi della storia nazionale, sottolineando il valore civile della memoria. «Ricordiamo la sua figura non solo come vittima di un brutale omicidio ma come martire laico di una Repubblica che ancora doveva trovare la sua piena realizzazione», ha dichiarato, evidenziando come il sacrificio di Petrone rappresenti il tentativo violento di spezzare un’idea di libertà, pace e democrazia che animava il movimento studentesco del ’77. «Il suo sacrificio impone a tutti noi di non considerare mai acquisiti i principi della nostra Costituzione», ha aggiunto Leccese, richiamando la necessità di difendere quei valori contro ogni deriva autoritaria.
Commovente anche il ricordo della sorella Porzia, che ha ringraziato i presenti e ha rivolto un messaggio ai più giovani. «Vedere qui tutte queste persone significa che dopo 48 anni la sua storia non è stata dimenticata. Ai giovani dico che sono loro a dover raccogliere il testimone del messaggio portato da Benedetto», ha affermato.
La commemorazione ha ribadito il significato collettivo della memoria di Benedetto Petrone: un impegno che attraversa generazioni, istituzioni e associazioni, e che continua a rappresentare un monito contro la violenza politica e un richiamo alla difesa dei valori democratici.








