A Lecce inaugurato l’anno accademico dell’ISSRM “Don Tonino Bello”. L’Istituto di Formazione Teologica universitaria si pone come risorsa per la cultura e il dialogo nel Salento
Comprendere le radici culturali, affrontare le sfide del presente, sviluppare uno sguardo critico sul fatto religioso. Attorno a questi obiettivi l’Istituto Superiore di Scienze Religiose Metropolitano “Don Tonino Bello” di Lecce ha inaugurato mercoledì 26 novembre il nuovo Anno Accademico 2025-2026, ospite degli spazi del Museo Sigismondo Castromediano.
L’apertura della cerimonia ha richiamato la recente Lettera apostolica Disegnare nuove mappe di speranza di Papa Leone XIV, un testo che sottolinea il ruolo centrale dell’educazione come luogo privilegiato di incontro, crescita culturale e trasformazione sociale. Un riferimento non solo ispirazionale, ma programmatico per un’istituzione che, nel cuore del Salento, intreccia da anni studio teologico, ricerca accademica e impegno nel territorio.
Collegato alla Facoltà Teologica Pugliese, l’ISSRM “Don Tonino Bello” propone percorsi universitari di Laurea triennale e magistrale in Scienze Religiose, rivolti non solo a futuri operatori pastorali, ma a quanti desiderano acquisire competenze critiche e trasversali per leggere in profondità il presente.
L’evento
Dopo il saluto istituzionale del Presidente della Provincia, Fabio Tarantino, è intervenuto l’arcivescovo di Lecce, mons. Angelo Raffaele Panzetta. Nel suo intervento ha definito l’Istituto «un luogo che unisce riflessione teologica e impegno culturale», capace di dialogare con le aspettative e le fragilità dell’oggi. «L’educazione – ha sottolineato – è scambio, crescita reciproca, fermento che genera cultura».
Il direttore, prof. Antonio Bergamo, ha poi presentato la relazione annuale illustrando risultati, attività di ricerca e prospettive future. «Vogliamo essere un ambiente in cui pensiero teologico e sguardo laico non si escludono, ma si illuminano», ha affermato, richiamando l’urgenza di formare personalità capaci di discernimento, ascolto e mitezza: competenze sempre più necessarie in un contesto complesso e pluralista.
Momento centrale della serata è stata la prolusione dell’arcivescovo di Otranto, S.E. mons. Francesco Neri, dedicata all’VIII Centenario del Cantico delle Creature. Un itinerario che ha intrecciato spiritualità, cultura e responsabilità sociale, mostrando come il testo francescano continui a proporre una visione di fraternità cosmica che invita alla cura del territorio e alla solidarietà tra le persone.
La cerimonia si è conclusa con la consegna dei diplomi ai laureati dell’ultimo anno accademico, gesto simbolico ma tangibile dell’impegno formativo dell’Istituto e della vitalità del suo progetto educativo.
Con questa inaugurazione, l’ISSRM apre un nuovo tratto di cammino, un laboratorio di pensiero e vita in cui fede, cultura e contemporaneità non si contrappongono, ma dialogano per generare futuro.








