Castellucci: crescita allo 0,3%, occupazione in calo, transizione del PNRR in arrivo. «Giovani senza prospettive, imprese in affanno: la Regione non può permettersi un altro passo indietro»
La fotografia scattata dalla Banca d’Italia sull’economia pugliese solleva preoccupazioni profonde e mette in luce un andamento che, negli ultimi sei mesi, ha mostrato segnali di rallentamento evidenti. A lanciare l’allarme è il segretario regionale della Cisl, Castellucci, che parla esplicitamente di un «pericoloso andamento lento» capace di incidere sulla vita delle persone e sulla stabilità sociale del territorio.
Secondo gli ultimi dati, la crescita del prodotto regionale si ferma allo 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2024: ritmo inferiore sia alla media nazionale sia a quella del Mezzogiorno. Un indicatore che certifica un’espansione più debole rispetto all’anno precedente e che si somma alle criticità strutturali della manifattura e dell’industria, dalla siderurgia all’automotive.
Le difficoltà, sottolinea la Cisl, non sono numeri astratti: dietro le percentuali ci sono famiglie sempre più in affanno, giovani senza punti di riferimento, imprese che faticano a mantenere attivi stabilimenti e attività produttive in un contesto instabile. L’incertezza politica della nuova legislatura regionale fa il resto, aggravando un quadro già complesso.
A preoccupare è soprattutto il mercato del lavoro. Gli occupati calano dello 0,9% rispetto al 2024, in controtendenza rispetto alla crescita registrata nel Mezzogiorno (+2,2%) e a livello nazionale (+1,4%). Il tasso di occupazione si ferma al 51%, un valore inferiore a quello italiano e solo lievemente migliore rispetto alla media meridionale. Nonostante turismo ed edilizia offrano segnali di vitalità, la loro capacità di garantire stabilità strutturale è limitata.
L’anno prossimo, inoltre, terminerà la spinta del PNRR. Con risorse nazionali e comunitarie destinate a ridursi, sarà fondamentale evitare che la Puglia scivoli ulteriormente indietro. Senza una politica industriale solida e investimenti mirati, rischiano di ampliarsi i divari con il resto del Paese e con l’Europa.
La Cisl ribadisce che non si possono chiedere ai giovani impegno, permanenza e progettualità personale se non vengono garantiti lavoro dignitoso, innovazione, sicurezza e prospettive concrete. Una condizione essenziale anche per invertire la tendenza demografica negativa che impoverisce la regione di competenze e futuro.
Per Castellucci la via è una sola: un grande patto di responsabilità condiviso. Un accordo che coinvolga istituzioni, parti sociali, territori e comunità, fondato su partecipazione reale e non formale. Uno strumento che guardi al futuro con pragmatismo ma senza rinunciare alla speranza, perché — come ricorda il sindacato — lo sviluppo non è un obiettivo puramente economico, ma la condizione necessaria per garantire una vita migliore a tutti i pugliesi.








