La PFM dell’ex San Giacomo si conferma la più attiva della Capitanata, ma il Comitato chiede con urgenza nuovi professionisti, più servizi diagnostici e investimenti strutturali per garantire continuità assistenziale a un bacino di oltre 35mila cittadini
Il Punto di Primo Intervento Territoriale – oggi Postazione Fissa Medicalizzata del 118 – dell’ex Ospedale San Giacomo di Torremaggiore ha superato le 6.000 prestazioni annue al 26 dicembre 2025, confermandosi la postazione più operativa dell’intera Capitanata. Un risultato significativo, ottenuto nonostante l’assenza di personale medico sufficiente e la recente perdita, per tragici incidenti stradali, del dott. Vincenzo Incoronato e dell’infermiera Michela Ferrandino.
A commentare il dato è il Presidente del Comitato Salute Alto Tavoliere della Puglia, Michele Antonucci, che esprime soddisfazione ma ribadisce con forza la necessità di interventi immediati: «La PFM di Torremaggiore ha raggiunto le seimila prestazioni anche nel 2025. È la conferma dell’importanza di una postazione medicalizzata fissa h24 in un territorio che conta oltre trentacinquemila residenti. Il nostro ringraziamento va a tutto il personale sanitario, che gestisce codici bianchi e verdi e stabilizza codici azzurri, arancioni e rossi con grande competenza».
Antonucci ricorda il ruolo cruciale della struttura, unico presidio rimasto dopo il declassamento dell’ex San Giacomo nel 2010, e sottolinea la funzione di filtro che la PFM svolge quotidianamente, contribuendo a ridurre il sovraffollamento dei Pronto Soccorso di San Severo, Foggia e San Giovanni Rotondo.
Nel dettaglio, il Presidente denuncia la necessità urgente di nuove risorse umane: «Si spera che il recente corso per i medici del 118 porti alla nomina di almeno due nuovi professionisti per il Punto di Primo Intervento e altri due per la postazione mobile 118 Torremaggiore 1. È la priorità assoluta per il 2026».
Tra le proposte avanzate dal Comitato figurano l’ottimizzazione dei flussi dei codici minori, l’estensione dell’orario della radiologia da 6 a 12 ore, l’attivazione della teleradiologia, l’acquisto di un ecografo e di un mammografo di ultima generazione – richiesti dal 2018 – e la nomina stabile di un dirigente biologo per il laboratorio analisi del PTA.
Il messaggio finale è un appello alle istituzioni regionali: «L’Alto Tavoliere merita attenzione e non briciole. Troppi scippi sono stati subiti e la fiducia nei confronti delle istituzioni è ai minimi storici. È tempo di cambiare rotta con azioni concrete e risolutive per tutelare il diritto alla salute dei cittadini».
Il Comitato conferma dunque il proprio compiacimento per i risultati raggiunti, ma rinnova la battaglia per rafforzare presidi, personale e servizi essenziali in un’area storicamente penalizzata dal punto di vista sanitario.








