Giochi del Mediterraneo, Di Gregorio attacca Melucci: «Ennesima figuraccia, il sindaco si dimetta»

Il consigliere regionale PD critica duramente la gestione dell’amministrazione comunale di Taranto, accusandola di incapacità e di mancanza di una visione strategica. «La città è alla deriva, serve un cambio di rotta per affrontare le grandi sfide economiche e sociali»

Taranto, la gestione dei Giochi del Mediterraneo diventa terreno di scontro politico. Il consigliere regionale Vincenzo Di Gregorio (PD), presidente della II Commissione consiliare della Regione Puglia, ha attaccato duramente il sindaco Rinaldo Melucci, chiedendone le dimissioni dopo l’ennesima “figuraccia” legata all’organizzazione dell’evento sportivo.

Di Gregorio ha sottolineato come Taranto, città strategica per il Mezzogiorno, sia interessata da progetti di grande rilievo, tra cui il Just Transition Fund e una serie di investimenti industriali e infrastrutturali che coinvolgono il polo siderurgico, la raffineria Eni, Leonardo, Vestas e la base della Marina Militare. Inoltre, il porto rappresenta un crocevia fondamentale per il traffico commerciale e crocieristico nel Mediterraneo.

Secondo il consigliere regionale, il Comune di Taranto starebbe navigando “senza una rotta”, incapace di esprimere una visione strategica e limitandosi a gestire l’eredità dei progetti avviati prima che il centrosinistra prendesse le distanze da Melucci. L’assenza di coesione politica e le continue tensioni nella maggioranza starebbero aggravando il quadro amministrativo, con pesanti ripercussioni sulla vita quotidiana dei cittadini, sul commercio, sulla qualità dei servizi e sul decoro urbano.

Di Gregorio ha inoltre fatto un parallelismo con la decisione del commissario dei Giochi del Mediterraneo, Massimo Ferrarese, di commissariare l’evento, sottolineando come i cittadini non abbiano lo stesso potere nei confronti del Comune. “Non resta che chiedere le dimissioni del sindaco – ha dichiarato – affinché Taranto possa tornare a una guida stabile e riprendere il percorso di sviluppo interrotto dalle scelte politiche di Melucci e dei suoi più stretti alleati”.

Il dibattito sulla gestione della città si fa sempre più acceso, con il futuro politico di Taranto che appare incerto e segnato da forti divisioni all’interno della stessa amministrazione.

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