Un sovrintendente della Polizia di Stato, libero dal servizio, estrae un conducente ferito da un’auto cappottata con rischio di incendio, ma viene poi aggredito dallo stesso uomo. Il Siulp: «Essere poliziotti va oltre il turno di lavoro, è una missione»
Un gesto eroico che si è trasformato in un episodio di violenza. Un sovrintendente della Polizia di Stato in servizio presso la Questura di Taranto, dopo aver salvato la vita a un uomo coinvolto in un grave incidente sulla Strada Statale 7 ter, è stato aggredito dallo stesso conducente, che si trovava in stato confusionale e, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe assunto alcol o sostanze stupefacenti.
Il poliziotto, libero dal servizio, mentre rientrava a casa si è accorto dell’incidente e, senza esitazione, si è precipitato a soccorrere il conducente di un’auto cappottata. L’uomo, 30 anni, mostrava difficoltà respiratorie e il rischio di incendio del veicolo era concreto, a causa della fuoriuscita di liquidi infiammabili. Grazie al tempestivo intervento dell’agente, il peggio è stato scongiurato.
Sul posto sono intervenuti anche i colleghi del Distaccamento della Polizia Stradale di Manduria, ma, dopo essere stato tratto in salvo, il 30enne ha perso il controllo e si è scagliato contro gli agenti, costringendoli a immobilizzarlo. L’uomo è stato denunciato per resistenza, oltraggio a pubblico ufficiale e lesioni.
Antonio Digregorio, segretario generale provinciale del sindacato di polizia Siulp di Taranto, ha espresso solidarietà agli agenti coinvolti, sottolineando come episodi simili accendano nuovamente il dibattito sulle aggressioni sempre più frequenti nei confronti delle Forze dell’Ordine. «Essere poliziotti non è solo un lavoro, ma una missione che va oltre il normale turno di servizio» ha dichiarato Digregorio, ribadendo l’importanza di tutelare chi opera quotidianamente per la sicurezza dei cittadini.








