Sanità in Puglia, Scalera (Lega): «345 milioni di mobilità passiva, fallimento politico e gestionale»

Il consigliere regionale attacca la gestione sanitaria: «Pugliesi costretti a curarsi fuori regione, serve un piano straordinario su strutture, personale e liste d’attesa»

Un dato che diventa denuncia politica. I 345 milioni di euro spesi dalla Regione Puglia per la mobilità passiva rappresentano, secondo il consigliere regionale Antonio Paolo Scalera, “la fotografia di un fallimento politico e gestionale”.

La presa di posizione arriva a seguito della delibera n. 325 del 23 marzo, con cui la Giunta regionale tenta di intervenire su un sistema sanitario ritenuto ormai in forte difficoltà.

Mobilità passiva e crisi del sistema sanitario

Nel suo intervento, Antonio Paolo Scalera evidenzia come il fenomeno della mobilità sanitaria non sia soltanto un dato economico, ma un indicatore concreto delle criticità del sistema.

«I 345 milioni di euro spesi per la mobilità passiva sono il prezzo pagato da migliaia di pugliesi costretti a lasciare la propria terra per ricevere cure che dovrebbero essere garantite qui».

Dunque, il problema assume una dimensione sociale oltre che sanitaria, coinvolgendo famiglie e cittadini costretti a sostenere costi, disagi e spostamenti per accedere anche a prestazioni ordinarie.

Secondo il consigliere, il sistema soffre di criticità strutturali evidenti: liste d’attesa troppo lunghe, carenza di personale, strutture insufficienti e servizi inadeguati.

«Dietro quei numeri ci sono drammi umani e sociali che non possono più essere ignorati».

Le proposte: piano straordinario e interventi urgenti

Pur riconoscendo il valore dei professionisti della sanità pugliese, Scalera sottolinea come le condizioni operative non siano adeguate.

«La Puglia dispone di professionisti sanitari di altissimo livello, ma tutto questo non basta se il sistema non li mette nelle condizioni di lavorare adeguatamente».

Da qui la richiesta di un cambio di passo, attraverso un piano straordinario che punti su interventi concreti:

  • Potenziamento delle strutture sanitarie
  • Assunzioni rapide di personale medico e infermieristico
  • Riduzione delle liste d’attesa
  • Miglioramento dell’accessibilità dei servizi

Al centro del ragionamento anche la necessità di recuperare la fiducia dei cittadini, elemento ritenuto fondamentale per il rilancio del sistema.

«Non possiamo più permetterci di assistere passivamente a questo declino. È il momento delle scelte coraggiose e delle azioni concrete».

Dunque, il tema della sanità pugliese torna al centro del dibattito politico, con un confronto sempre più acceso sulla qualità dei servizi e sulla capacità del sistema di rispondere ai bisogni dei cittadini.

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