Via libera alla rimodulazione FSC, ma manca ancora l’ok del CIPESS. Il consigliere regionale: accelerare subito, su quella strada si continua a morire
Si sblocca, almeno sul piano finanziario, uno degli interventi più attesi per la viabilità della Capitanata: 35 milioni di euro saranno destinati all’ammodernamento e alla messa in sicurezza dell’ultimo tratto della Strada provinciale 109, infrastruttura da anni al centro di criticità e proteste.
Il risultato arriva dopo il via libera del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti alla rimodulazione delle risorse FSC, richiesta dalla Regione Puglia oltre un anno fa. Non si tratta, però, di nuovi fondi: il Ministero ha autorizzato il riutilizzo di risorse già esistenti, rimaste disponibili da precedenti programmazioni.
A rivendicare il percorso è il consigliere regionale Antonio Tutolo, presidente della IV Commissione, che sottolinea il lavoro portato avanti negli ultimi mesi: «È stato il mio pressing costante in Consiglio regionale, culminato con tre giorni di presidio in Aula, a portare questo intervento tra le priorità. Senza quella battaglia oggi questi fondi non ci sarebbero».
Nonostante il passaggio ministeriale, l’iter non è ancora concluso. Manca infatti un passaggio decisivo: la delibera del CIPESS, necessaria per l’approvazione definitiva della rimodulazione e per l’effettiva assegnazione delle risorse.
«È un atto formale ma imprescindibile. Solo dopo si potrà dire che il percorso è davvero completato», evidenzia Tutolo, lanciando un appello ad accelerare i tempi: «Se qualcuno vuole festeggiare, dia una mano a chiudere l’iter. Su quella strada si muore».
La SP 109 rappresenta da anni una delle principali emergenze infrastrutturali del territorio, con un tracciato ancora incompleto e livelli di sicurezza ritenuti insufficienti. Una situazione che ha alimentato mobilitazioni e richieste di intervento già a partire dai primi anni Duemila.
Lo stesso Tutolo ricostruisce il lungo percorso: «Mi batto da vent’anni. Ho iniziato nel 2005 con raccolte firme e proteste, ottenendo il primo finanziamento che ha portato al completamento di un primo tratto nel 2009 e del secondo nel 2019».
Un impegno che, secondo il consigliere, non si fermerà fino al completamento definitivo dell’opera: «Non mi fermerò finché quella strada non sarà interamente in sicurezza».
La sfida ora è tutta sui tempi. Con le risorse individuate, la partita si gioca sulla capacità di trasformare l’ok tecnico in cantieri concreti, in un territorio che da anni attende risposte su infrastrutture strategiche per sicurezza, mobilità e sviluppo.
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