Beppe Montana, 40 anni dopo: l’eredità di un eroe della legalità

Nel giorno dell’anniversario del suo assassinio per mano di Cosa Nostra, istituzioni e associazioni commemorano il Commissario Montana, figura chiave nella lotta alla mafia negli anni ’80

Quarant’anni fa, il 28 luglio 1985, veniva assassinato il Commissario di Polizia Giuseppe “Beppe” Montana, ucciso a Porticello, borgo marinaro di Santa Flavia, in provincia di Palermo. Quel giorno tornava da un’uscita in barca quando fu raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco esplosi dai sicari di Cosa Nostra. Aveva 33 anni.

Nel 40º anniversario della sua uccisione, l’Associazione Parlamentare di Amicizia con gli Insigniti al Merito della Repubblica Italiana (APAMRI) ha reso omaggio alla memoria di uno dei più determinati e brillanti protagonisti della lotta alla mafia. Un’iniziativa commemorativa, guidata dal Segretario Generale Michele Grillo, ha ribadito il valore dell’impegno di Montana nella difesa della legalità e nella costruzione di uno Stato più forte nei territori più colpiti dalla criminalità organizzata.

Nato ad Agrigento il 18 ottobre 1951, Beppe Montana aveva intrapreso la carriera nella Polizia di Stato distinguendosi per coraggio, determinazione e rigore investigativo. Operava presso la Sezione Catturandi della Squadra Mobile di Palermo, reparto specializzato nella caccia ai latitanti di mafia. Le sue indagini e i suoi arresti incisero profondamente sugli equilibri interni di Cosa Nostra, rendendolo un bersaglio pericoloso per l’organizzazione criminale.

Montana fu anche tra i principali estensori del cosiddetto “rapporto dei 162”, una mappatura dettagliata dell’organigramma mafioso che permise agli investigatori di comprendere e prevenire gli sviluppi della guerra di mafia che stava dilaniando Palermo. Il documento rappresentò una svolta nell’approccio investigativo, anticipando i grandi processi degli anni a venire.

Alla cerimonia commemorativa hanno partecipato figure di spicco dell’APAMRI: il Presidente Riccardo Di Matteo, Cavaliere Ufficiale OMRI; il Cavaliere di Gran Croce Giuseppe Trieste, presidente onorario; il Segretario per le Relazioni Istituzionali e Internazionali Pierluigi Fragomeni; la Presidente del Comitato Fondatore, On. Carla Giuliano; e le Vice Presidenti On. Beatriz Colombo e On. Maria Stefania Marino, quest’ultima originaria della stessa terra del Commissario Montana e profondamente legata alla sua memoria.

«Beppe Montana rappresenta una figura centrale nella storia della lotta alla criminalità organizzata,» ha dichiarato Michele Grillo. «È giusto, oggi più che mai, onorarne la memoria e il ruolo che ha avuto nel rafforzare la presenza dello Stato nei territori più difficili del nostro Paese».

A quarant’anni dalla sua morte, il ricordo del Commissario Montana resta vivo e necessario. La sua vita e il suo sacrificio continuano a rappresentare un faro per le nuove generazioni di servitori dello Stato. La sua figura incarna il valore della legalità vissuta fino in fondo, spesso a rischio della propria vita, e l’impegno civile che non arretra nemmeno davanti alla violenza.

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