Puglia, Ddl aree idonee: M5S «Lo sviluppo delle energie rinnovabili deve procedere di pari passo con la tutela del paesaggio»

«Sappiamo che si tratta di un ddl che dà attuazione a quanto disposto dal decreto legge del Ministero dell’Ambiente del 21 giugno, ma come Regione Puglia possiamo e dobbiamo intervenire per far sì che lo sviluppo delle energie rinnovabili proceda di pari passo con la tutela del paesaggio» dicono dal M5S

«Sul disegno di legge regionale che contiene le “Disposizioni per l’individuazione di aree e superfici idonee e non idonee all’installazione di impianti a fonti rinnovabili”, approvato dalla Giunta la scorsa settimana serve la massima condivisione da parte dei territori.

Sappiamo che si tratta di un ddl che dà attuazione a quanto disposto dal decreto legge del Ministero dell’Ambiente del 21 giugno, ma come Regione Puglia possiamo e dobbiamo intervenire per far sì che lo sviluppo delle energie rinnovabili proceda di pari passo con la tutela del paesaggio. Per questo nelle prossime sedute sarà importante ascoltare tutti gli assessorati coinvolti, non solo quello allo Sviluppo economico presente oggi, ma anche Ambiente, Agricoltura e Urbanistica.

Il processo di consultazione pubblica nelle commissioni consiliari competenti dovrà coinvolgere Anci, UPI, associazioni di categoria e i cittadini che potranno inviare le loro segnalazioni sul portale della Regione Puglia». Lo dichiarano i consiglieri del M5S Marco Galante (capogruppo) e Cristian Casili a margine della seduta congiunta delle commissioni IV e V “Disposizioni per l’individuazione di aree e superfici idonee e non idonee all’installazione di impianti a fonti rinnovabili”.

«L’obiettivo minimo da raggiungere – continuano i pentastellati – come oggi illustrato dall’assessore Delli Noci, è quello di raggiungere una produzione energetica aggiuntiva a fonti rinnovabili di 7 giga, ma al momento ci sono richieste pendenti per circa 90 giga. Assume per questo rilevanza la disposizione transitoria contenuta nel ddl, che prevede che chi ha già avuto una VIA favorevole rientri nella legge nazionale 199.

Un articolo sui cui chiediamo i dovuti approfondimenti, così come abbiamo dubbi sul parere paesaggistico non vincolante e sul fatto che nelle zone agricole sia vietata solo la realizzazione degli impianti fotovoltaici a terra. E come detto anche oggi in audizione non basta dire che ci si è limitati a recepire quanto disposto a livello nazionale. Parliamo di un disegno di legge con obiettivi importanti come il contrasto ai cambiamenti climatici e l’abbandono delle fonti fossili, per cui serve un lavoro in sinergia di tutti gli attori coinvolti».

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