L’ipotesi su cui si lavora è tenerlo aperto in altri orari del giorno, e quindi non solo quelle notturne. Inoltre, i lavori includono l’abbattimento di un muro che permetterà l’accesso al mare che si trova davanti
L’Eremo club sta tornando: chiuso da quattro anni, ormai, per lavori necessari; in seguito, prima la pandemia da Covid-19, poi la guerra in Ucraina non hanno fatto che allungare i tempi, con gli inevitabili ritardi sulle forniture e i conseguenti rallentamenti sul cantiere.
È bastato un post sulla pagina ufficiale del locale, proprio a ridosso del matrimonio di Caparezza, con i festeggiamenti che si sono svolti proprio lì il 19 novembre, a riaccendere i riflettori su una delle strutture più frequentate dagli amanti della musica, centro di aggregazione privilegiato che da Molfetta parlava all’intera provincia di Bari e oltre.
«Il viaggio è stato più lungo di quello che avrei pensato, che avrei voluto – è lo stesso Eremo a parlare – Ho attraversato tempeste travolgenti. Ora che il viaggio è quasi finito mi sembra già di vederti, brillare». Migliaia di reaction e centinaia di commenti hanno dato la prova del fatto che l’assenza dell’Eremo club si sente, e pure tanto.
L’Eremo club è dunque pronto alla riapertura: è prevista per la primavera, per Pasquetta (che cadrà il 10 aprile 2023), ma probabilmente ci sarà una sorpresa prima della fine dell’anno.
Sarebbe la prima festa del nuovo Eremo, quella che segnerà ufficialmente il suo ritorno: nuovo perché sarà diverso, e dovrebbe poter accogliere la gente tutto l’anno.
«Stiamo cercando di valorizzare anche altre zone – annuncia Elena Mastropasqua, alla guida del locale – Ci siamo sempre soffermati nella sala grande e la casa del nonno, che è qui dal 1933, ma punteremo anche su altro”. Una precisazione è d’obbligo: “Non vogliamo fare la copia dell’Eremo precedente, i tempi sono cambiati e il Covid ha cambiato la sensibilità delle persone».
«Se prima eravamo bianchi e neri, ora saremo molto più verdi», aggiunge Luigia Altamura, in arte Ironique. E quindi ci si prepara a un altro Eremo, che sappia rispondere a quella nuova sensibilità del pubblico, maturata negli anni del lockdown e delle restrizioni: «Quello che sarà lo scopriremo insieme, con il pubblico che è il faro di ciò che guardi, il cuore pensante dell’Eremo è la gente. Per noi il pubblico e il suo benessere sono il più grande capitale».
Sta di fatto che l’ipotesi su cui si lavora è tenerlo aperto in altri orari del giorno, e quindi non solo quelle notturne. Inoltre, i lavori includono l’abbattimento di un muro che permetterà l’accesso al mare che si trova davanti.
L’attività ha 13 anni di storia: è stata un presidio musicale e di cultura, e al di là dei grandi concerti e delle notti da ballare è stato un luogo votato all’inclusività, e ha creato una comunità accogliente, che si riconosce affine in gusti e valori.








