Il proprietario di un locale vicino al centro di Lecce è stato citato a giudizio con l’accusa di lesioni colpose dopo che un cliente ha ingerito un frammento di vetro di 2 centimetri presente nell’impasto della pizza
Il proprietario di un locale situato nei pressi del centro di Lecce è stato citato a giudizio con l’accusa di lesioni colpose in seguito a un episodio avvenuto durante la somministrazione di una pizza, all’interno della quale un cliente avrebbe ingerito un frammento di vetro di circa due centimetri.
L’episodio risale a 10 maggio del 2025, quando un uomo di 38 anni ingoiò un pezzo di vetro mentre stava mangiando una pizza. Oggi il titolare del locale è finito sotto processo con l’accusa di lesioni per aver violato le norme relative all’igiene sul lavoro. A emettere il decreto è stata la pm Donatina Buffelli.
Nello specifico, l’incidente è avvento dopo che l’uomo aveva comprato un trancio di pizza farcito pomodoro, mozzarella e funghi. Mentre mangiava, il 38enne avvertì un corpo estraneo in gola, che fuoriuscì solo che dei colpi di tosse forti. Una volta espulso il pezzo di vetro, iniziò ad uscire sangue dalla gola del giovane, che decise di andare in pronto soccorso.
Il pezzo di vetro era appuntito e lungo 2 centimetri. L’incidente ha causato ripercussioni sulla salute dell’uomo. Infatti i medici, dopo i dovuti controlli, hanno refertato la lesione, dando 5 giorni di riposo e prescrivendo l’assunzione di un antibiotico al giovane. Inoltre, per più di due settimane, l’uomo ha dovuto assumere solo liquidi e omogeneizzati, dimagrendo vistosamente.
All’epoca il 38enne decise di denunciare l’accaduto tramite l’avvocato Stefano Ricchello. I NAS effettuarono i controlli nel locale e trovarono un vasetto di funghi sott’olio che a quanto riportato sui documenti “presentava sul bordo superiore all’altezza della filettatura la presenza di una minuscola rottura con l’assenza di un frammento di vetro”.
Dunque, dopo il decreto della pm Buffelli, il processo verrà avviato il 15 gennaio 2027. A seguire il caso la guidice monocratica del tribunale di Lecce, Elena Coppola.
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