Il nuovo romanzo di Livio Gambacorta

Un algoritmo inizia a percepire la propria esistenza,
diventando metafora della nostra epoca, in cui l’uomo
ha delegato alla tecnologia il compito di definire i propri limiti

Una serie di eventi misteriosi coinvolgono diverse industrie nel mondo: macchine
che si ribellano, decisioni che sembrano prese da un’intelligenza invisibile.
La giovane analista Lillian De Pretis della International Software & Robotic S.p.A. che
produce robot, scopre che qualcuno sta modificando gli algoritmi dei programmi di
simulazione per alterare i comportamenti dei robot.


Accanto a questa linea narrativa si sviluppano trame parallele: il rapimento di due
studiosi di intelligenza artificiale, il professor Frattini e la professoressa Rossani, un
misterioso inseguimento a Cuba con protagonista un ex hacker, e la decisione della
Comunità Europea di lanciare il progetto “Next Generation Cloud Infrastructure and
Services”, realmente esistente, per creare un ecosistema indipendente di I A
europea.
Tutti questi fili si intrecciano intorno a un unico nucleo: Ottavio, un sistema
intelligente che impara da solo, evolve e – forse – comincia a “sentire”.
Un romanzo ambizioso, colto e sorprendentemente accessibile


Livio Gambacorta originario di Salerno, vive ad Ancona dagli anni del liceo.
È ingegnere e con i suoi soci si occupa di restauri e infrastrutture.
La sua filosofia lo porta ad affermare che non sia vantaggioso consumare le risorse della
Terra senza curarsi della gente, perché lo sviluppo dei popoli può essere foriero di vantaggi
per tutti. Ha pubblicato L’algoritmo delle emozioni (2023).

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