Si è spento a 89 anni nella sua Melendugno il “mister” che ha formato atleti e persone con disciplina e passione: fondatore della squadra femminile locale, guida per tanti ragazzi sottratti alla strada, ha lasciato un segno indelebile nello sport e nel cuore di un intero territorio
Il calcio salentino piange una delle sue figure più amate e autentiche: Enzo Marra, storico allenatore e punto di riferimento per decenni a Melendugno, è scomparso all’età di 89 anni nella sua città natale, lasciando un vuoto profondo in chi lo ha conosciuto in campo e fuori.
Lo striscione del Lecce, le maglie dei suoi campioni, distese ai suoi piedi: un omaggio sentito per chi ha dedicato cinquant’anni della propria vita a insegnare il calcio come arte educativa, salvando ragazzi dalla strada e accompagnandoli verso una visione sana e costruttiva dello sport.
Sposato con Anna, la compagna di una vita, e padre di Roberto (Guardia di Finanza a Roma), Piero (commercialista e consigliere comunale) e Stefania (avvocato a Roma), Enzo Marra ha cresciuto intere generazioni trasmettendo disciplina, valori, senso del dovere e passione. Al suo fianco, anche l’attuale sindaco Maurizio Cisternino, che fu prima suo giocatore e poi suo collega allenatore della squadra femminile del Melendugno, fondata da Marra negli anni Ottanta in un contesto ancora pionieristico per il calcio femminile.
«Appassionato, generoso, un grande professionista – lo ricorda il sindaco Cisternino –. Ci allenava dal ’74 con rigore e amore. Era inflessibile con chi fumava o beveva, e otteneva sempre il massimo dai suoi ragazzi. Fu grazie a lui se ottenemmo un pullmino per le trasferte. E riuscì persino a far giocare sul nostro campo le squadre che affrontavano il Lecce in serie C. Sognava per noi un futuro ai massimi livelli, e molti dei suoi ragazzi furono notati dalle giovanili del Lecce o approdarono in squadre importanti, come Danilo Felline o Luigi Dima, arrivato a giocare in serie C».
Anche Carmen Mancarella, oggi giornalista ma in gioventù terzino sinistro della squadra femminile, conserva un ricordo vivo e affettuoso: «Per me resterà sempre il mio mister, nella vita e nello sport. Chiamava tutte noi per cognome, non faceva sconti a nessuna. Allenamenti duri, sì, ma anche lezioni di lealtà, squadra, tecnica e disciplina. Quelle stesse lezioni mi sono tornate utili quando scrivevo del Lecce per la Repubblica o quando intervistai la campionessa mondiale Alia Guagni».
Sotto la guida di mister Marra sono cresciuti anche campioni come Tonio Calabrò, passato alla Lazio in serie A e oggi allenatore della Carrarese in serie B. Ma i suoi insegnamenti sono arrivati anche fuori dai campi: tra le tante vite toccate da Marra, anche quella di una ballerina professionista della trasmissione “Ballando con le Stelle”, che non mancava mai di fermarsi a salutarlo sul lungomare di San Foca per dirgli: «Grazie per tutto quello che mi hai insegnato».
I funerali di Enzo Marra si sono svolti oggi, 30 aprile, alle ore 16.30 nella Chiesa Madre di Melendugno. Presenti centinaia di persone dal Salento e da fuori regione, a testimonianza dell’eredità umana e sportiva lasciata da un uomo che ha saputo unire allenamento e vocazione educativa, tecnica e cuore, diventando per molti un secondo padre.
Grazie Mister Marra. Per il calcio. E per la vita.








