La doppia scalata a Piancavallo, ultimo ostacolo prima della festa di Roma.
La storia della 109esima edizione del Giro d’Italia si intreccia nella 20^ tappa che stabilirà il vincitore, il podio, la classifica generale e le altre graduatorie speciali. Una tappa di 200 km da Gemona del Friuli a Piancavallo dove si celebra il terribile terremoto del 6 maggio 1976, di cui si ricorda il 50° anniversario, ma anche uno dei successi di Marco Pantani nella corsa rosa del 1998.
Un momento molto suggestivo è stato vissuto dai corridori quando davanti al cimitero di Gemona del Friuli si sono ricordate tutte le vittime del terremoto di 50 anni fa, con un intenso minuto di silenzio, seguito dalla benedizione del parroco locale e dalla deposizione di un mazzo di fiori. Come simbolo di questa giornata importante il corridore danese ha indossato una maglia rosa con la scritta“Il Friuli ringrazia e non dimentica”.
Il gruppo, forte di 152 unità, è partito alle ore 11:16 e nei primi 10 km di tappa non nasce nessun tentativo di fuga perchê il gruppo non lascia andare. Al 11 km scatta un drappello di corridori: Jonas Geens (Alpecin-Premier Tech), Axel Huens (Groupama-FDJ), Jack Haig (Netcompany-INEOS), Andreas Leknessund (Uno-X Mobility) e Guillermo Thomas Silva (XDS Astana). Sono inseguiti da due corridori Manuele Tarozzi (Bardiani-CSF 7Saber), Larry Warbasse (Tudor Pro Cycling) che si aggiungeranno a questa fuga di giornata dopo un commovente inseguimento solitario durato decine di km. La testa della corsa arriva ad avere 5’30” sul gruppo Maglia Rosa a 130 km dal traguardo.
Poi la Visma | Lease a Bike ha aumentato il ritmo in gruppo e ha riportato lo svantaggio a circa 4 minuti, riducendolo di un un minuto abbondante in pochi km in attesa di affrontare la doppia scalata a Piancavallo. Il ritmo imposto dalla Visma funziona con i fuggitivi che arrivano ad avere meno 3 minuti di vantaggio. Il più sofferente tra di loro è Manuel Tarozzi che appena affronta il punto della salita di Piancavallo con le pendenze più alte si distacca dopo Silva.
Quando mancano 59 km all’arrivo sono al comando Jack Haig (Ineos Netcompany), Andreas Leknessund (Uno-X-Mobility) e Larry Warbasse (Tudor) che hanno circa 2′ di vantaggio sul gruppo maglia rosa. Il corridore della Ineos Jack Haig precede Leknessund e Warbasse. Giulio Ciccone invece si impone al primo GPM sul gruppo spostandosi sulla destra ed è sicura la vittoria della maglia azzurra. A 42 km dall’arrivo il gruppo maglia rosa è a 1’35” dai primi.
Nel frattempo a 24 km dall’arrivo il gruppo di testa si amplia, con l’inserimento di Huens, Crescioli e Arrieta che hanno un vantaggio di 1’30” sul gruppo Maglia Rosa. Arrivati ai piedi della seconda ascesa di giornata con lo scatto di Crescioli con 19″ sui più diretti inseguitori invece nel gruppo Maglia Rosa scatta il danese Jonas Vingegaard su Felix Gall che riprende in pochi metri Crescioli per un’ennesimo assolo a questo Giro d’Italia.

ORDINE D’ARRIVO
1 – Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) – 200 km in 5h03’55”, media di 39,484 km/h
2 – Felix Gall (Decathlon CMA CGM) a 1’15”
3 – Jai Hindley (Red Bull-Bora-hansgrohe) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1 – Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike)
2 – Felix Gall (Decathlon CMA CGM Team) a 5’22”
3 – Jai Hindley (Red Bull-Bora-hansgrohe) a 6’25”
Pochi secondi dopo aver attraversato il traguardo, il vincitore di tappa Jonas Vingegaard ha dichiarato: “Come corridore voglio vincere il maggior numero possibile di corse. Abbiamo deciso di provarci ancora oggi, perché era l’ultima vera tappa di montagna. Siamo andati all-in sulla vittoria di tappa, i ragazzi hanno fatto ancora una volta un lavoro straordinario e io ho vissuto una giornata fantastica in sella. Arrivare all’ultima tappa con cinque successi di tappa e un solido vantaggio in classifica generale è qualcosa di speciale. Abbiamo dovuto improvvisare il mio attacco a 11 chilometri dalla vetta, perché Sepp Kuss ci ha detto di non avere sensazioni eccezionali. A quel punto Bart Lemmen ha svolto un lavoro incredibile. Inizialmente il piano era attaccare più tardi, ma abbiamo dovuto adattarci alle circostanze. Ora speriamo in una volata di gruppo domani a Roma e poi ci godremo gli ultimi momenti di questo Giro d’Italia”.








