Accordo sottoscritto in Prefettura con organizzazioni datoriali e sindacali per rafforzare salute, sicurezza e legalità nel settore agricolo. Previsti percorsi agevolati, assistenza ai lavoratori stranieri e monitoraggio annuale dei risultati
La Asl Brindisi ha aderito al nuovo Protocollo operativo per la sorveglianza sanitaria semplificata nel settore agricolo, uno strumento pensato per garantire una maggiore tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori agricoli stagionali e a tempo determinato impiegati nelle attività generiche e semplici del comparto.
L’accordo è stato sottoscritto in Prefettura nell’ambito della cabina di regia dedicata al contrasto del caporalato e coinvolge l’Ente Bilaterale Agricolo Territoriale, le organizzazioni datoriali e sindacali del settore, con la partecipazione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro per gli aspetti di competenza. Il protocollo dà attuazione alla normativa speciale prevista per il comparto agricolo e punta a rendere più semplice e tracciabile l’accesso alla sorveglianza sanitaria.
Tra i firmatari figurano Luigi Vizzino per Agribrindisi Ebat, Adriano Abate per Confagricoltura Brindisi, Giovanni Ripa per Coldiretti, Giannicola D’Amico per Cia Due Mari Taranto-Brindisi, Alessandro Gesuè per Fai Cisl, Gabrio Toraldo per Flai Cgil e Giovanni Allegrini per Uila Uil.
Più tutele per lavoratori e imprese
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza delle particolari criticità che caratterizzano il lavoro agricolo, spesso segnato da stagionalità, rapporti di lavoro frammentati e dalla presenza di numerosi lavoratori stranieri. Obiettivo del protocollo è rafforzare la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, facilitare il rispetto degli obblighi previsti dalla normativa e contribuire al contrasto di fenomeni di sfruttamento e irregolarità.
La sorveglianza sanitaria sarà finalizzata a verificare l’idoneità dei lavoratori allo svolgimento delle attività agricole previste. Le visite potranno essere effettuate dal medico competente delle aziende oppure dal Dipartimento di Prevenzione della Asl, attraverso il Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spesal).
Attenzione ai lavoratori stranieri
Uno degli aspetti più significativi dell’accordo riguarda l’inclusione dei lavoratori migranti. Il protocollo prevede infatti l’utilizzo di materiale informativo in più lingue e strumenti di mediazione linguistico-culturale per garantire una piena comprensione delle informazioni sanitarie, dei giudizi di idoneità e delle misure di prevenzione e sicurezza.
La Asl Brindisi trasmetterà inoltre ogni anno alla Regione Puglia una relazione dedicata al monitoraggio dell’efficacia del protocollo e dei risultati ottenuti sul territorio.
Le dichiarazioni
Il prefetto Guido Aprea ha evidenziato come il protocollo rappresenti uno strumento di semplificazione amministrativa a vantaggio sia dei lavoratori sia delle imprese agricole.
«Obiettivo di questo protocollo è la semplificazione delle procedure a tutela non solo dei lavoratori migranti ma anche dei datori di lavoro. Questo percorso è stato condiviso con l’assessore alla Salute della Regione Puglia Donato Pentassuglia. L’esperienza di Brindisi può rappresentare un esempio di buone pratiche per tutto il territorio regionale», ha dichiarato.
Il direttore generale della Asl Brindisi, Maurizio De Nuccio, ha invece sottolineato il valore sociale dell’iniziativa.
«L’agricoltura è un settore fondamentale per tutto il Mezzogiorno. Con il protocollo di sorveglianza sanitaria possiamo creare strumenti che danno dignità ai lavoratori, attraverso un importante intervento di sensibilizzazione sulla cultura della prevenzione e della legalità», ha affermato il dg, ringraziando il prefetto Aprea, il direttore del Dipartimento di Prevenzione Stefano Termite e il direttore dello Spesal Nicola Dipalma per il lavoro svolto.
L’accordo rappresenta un ulteriore tassello nelle attività di contrasto al lavoro irregolare e di promozione della sicurezza nei campi, in un territorio dove il comparto agricolo continua a rivestire un ruolo strategico per l’economia locale.
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