Crisi dell’olio extravergine, Sicolo al Governo: «Serve subito un piano straordinario in cinque punti»

Dal credito allo stoccaggio, passando per stop alle vendite sottocosto, aggregazione della filiera e promozione del Made in Italy. CIA Agricoltori Italiani chiede misure urgenti per salvare il comparto olivicolo-oleario

La crisi che sta investendo il settore olivicolo-oleario italiano richiede interventi immediati e strutturali. È il messaggio lanciato da Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani e presidente di CIA Puglia, intervenuto al tavolo nazionale di crisi convocato dal Ministero dell’Agricoltura alla presenza del sottosegretario Patrizio La Pietra.

Al centro del confronto la difficile situazione del comparto, alle prese con magazzini pieni di olio extravergine invenduto, prezzi in forte diminuzione e crescenti difficoltà finanziarie per aziende agricole, frantoi e organizzazioni di produttori.

Per affrontare l’emergenza, CIA ha presentato un piano articolato in cinque punti considerati prioritari per garantire stabilità economica alla filiera e tutelare uno dei simboli dell’agroalimentare italiano.

Credito e liquidità, il primo nodo da sciogliere

Secondo Sicolo, il problema più urgente riguarda la liquidità delle imprese.

Le aziende della filiera hanno sostenuto costi elevati per acquistare e trasformare le olive, trovandosi oggi con grandi quantità di prodotto stoccato e difficoltà nella commercializzazione.

«Il problema non è soltanto produttivo, ma finanziario. Se il sistema bancario chiude i rubinetti del credito, si blocca l’intera filiera, dai produttori fino alla vendita finale», ha spiegato.

Per questo CIA chiede l’attivazione di tutti gli strumenti disponibili, da ISMEA al Medio Credito Centrale, per fornire garanzie pubbliche e facilitare l’accesso ai finanziamenti.

Stop alle promozioni sottocosto

Tra le richieste avanzate al Governo figura anche una stretta sulle promozioni considerate dannose per il mercato dell’olio extravergine.

CIA punta il dito contro le campagne commerciali che propongono bottiglie a prezzi estremamente bassi, spesso senza fornire al consumatore informazioni sufficientemente evidenti sull’origine del prodotto.

«Non è più accettabile vedere bottiglie vendute a 3,99 o 4,99 euro senza che l’origine dell’olio sia chiaramente visibile», ha dichiarato Sicolo.

L’organizzazione agricola propone una normativa che imponga di indicare la provenienza del prodotto con la stessa evidenza grafica utilizzata per il prezzo promozionale.

Contestualmente viene chiesta l’applicazione rigorosa delle norme che attribuiscono alla grande distribuzione responsabilità sulla corrispondenza tra etichetta e prodotto presente sugli scaffali.

Aiuti per lo stoccaggio dell’olio

Un altro punto centrale riguarda il sostegno alle imprese che stanno sostenendo i costi di conservazione delle scorte.

CIA propone l’attivazione urgente di misure di sostegno attraverso il regime de minimis, consentendo alle aziende di affrontare le spese legate allo stoccaggio senza essere costrette a immettere rapidamente il prodotto sul mercato.

Secondo Sicolo, un ingresso massiccio dell’olio attualmente accumulato nei magazzini rischierebbe infatti di provocare un ulteriore crollo dei prezzi, aggravando la crisi già in corso.

Più aggregazione per rafforzare la filiera

Tra le richieste avanzate al Ministero vi è anche l’accelerazione delle misure destinate alle organizzazioni di produttori e alle aggregazioni di filiera.

Per CIA è fondamentale premiare concretamente chi sceglie di fare sistema attraverso forme associative e cooperative.

«Bisogna attivare rapidamente i contributi sugli interessi passivi sostenuti dalle imprese aggregate. Oggi più che mai l’unione tra produttori rappresenta uno strumento essenziale per affrontare il mercato», ha sottolineato Sicolo.

Un piano straordinario per promuovere l’olio italiano

L’ultima proposta riguarda la valorizzazione del prodotto nazionale attraverso una grande campagna di promozione.

Secondo CIA non è possibile affrontare una crisi di mercato senza intervenire contemporaneamente sul fronte della domanda e della valorizzazione qualitativa dell’olio extravergine italiano.

L’organizzazione agricola chiede quindi di sbloccare rapidamente le risorse già disponibili per finanziare progetti di comunicazione e promozione, oltre a dare piena attuazione al Piano Olivicolo Nazionale.

Tra gli obiettivi indicati figurano la modernizzazione degli impianti, il miglioramento della competitività dei frantoi, la ricerca, la tracciabilità e il rafforzamento dell’intera filiera produttiva.

La richiesta di un tavolo permanente

Al termine dell’incontro, CIA Agricoltori Italiani ha chiesto l’istituzione di un tavolo permanente di crisi che possa monitorare costantemente l’attuazione delle misure annunciate dal Governo e verificare l’efficacia degli interventi adottati.

«Non chiediamo assistenzialismo, ma strumenti concreti per difendere un comparto strategico del Made in Italy e garantire il futuro di migliaia di aziende agricole», ha concluso Sicolo.

Resta aggiornato con le ultime notizie della Puglia.

Segui il canale “Le notizie di In Puglia 24” su WhatsApp: https://whatsapp.com/channel/0029VaaeTcuEQIasCDxHVR2I

  • bonuspertutti

Ultime Notizie

NOTIZIE CORRELATE