I dati Excelsior-Unioncamere fotografano una regione dove solo il 12% delle assunzioni previste sarà stabile. Castellucci: «Occorre una strategia condivisa per garantire occupazione dignitosa, contrastare la fuga dei giovani e rafforzare la formazione»
La crescita dell’occupazione in Puglia continua a mostrare luci e ombre. Se da un lato le imprese programmano nuove assunzioni, dall’altro emerge con forza il problema della qualità del lavoro, ancora caratterizzato da una forte incidenza dei contratti precari. È quanto sottolinea la CISL Puglia commentando i dati dell’ultimo bollettino Excelsior-Unioncamere relativo alle previsioni occupazionali per il periodo maggio-luglio 2026.
Secondo il report, nel mese di maggio le aziende pugliesi prevedono di attivare 41.220 contratti, mentre nel trimestre maggio-luglio gli ingressi programmati raggiungeranno quota 133.270, facendo registrare una lieve flessione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
A preoccupare il sindacato è soprattutto la natura dei rapporti di lavoro previsti. Soltanto il 12% delle assunzioni sarà stabile e appena il 9% a tempo indeterminato, mentre l’88% dei contratti sarà a termine, in gran parte legato alle esigenze stagionali dei diversi comparti produttivi.
Castellucci: «Serve un cambio di passo»
Per il segretario generale della CISL Puglia Antonio Castellucci, i numeri confermano una fragilità strutturale del mercato del lavoro regionale.
«I dati contenuti nell’ultimo bollettino Excelsior-Unioncamere confermano una criticità che la CISL Puglia denuncia da tempo. Nella nostra regione il lavoro continua a essere troppo fragile e precario», afferma.
Secondo Castellucci, il quadro evidenzia un sistema economico che continua a generare occupazione ma che fatica a trasformarla in opportunità durature e ben retribuite.
«La maggior parte delle nuove assunzioni sembra concentrarsi nel settore dei servizi e nelle imprese con meno di cinquanta dipendenti. È il segnale di un sistema economico che tende a produrre occupazione debole, caratterizzata da bassi salari e modesta continuità lavorativa», aggiunge.
Turismo e servizi trainano le assunzioni
I dati confermano il peso crescente del comparto dei servizi, che assorbirà la quota più significativa delle nuove assunzioni. Un ruolo importante continueranno ad averlo anche il turismo, la ristorazione e l’accoglienza, comparti che beneficiano dell’avvio della stagione estiva e che rappresentano una delle principali leve occupazionali della regione.
Accanto ai servizi, continuano a mantenere un ruolo rilevante anche l’agricoltura e l’industria, sebbene con numeri inferiori rispetto al terziario.
Il problema del lavoro povero
Per la CISL il tema centrale resta però quello della qualità dell’occupazione.
«Il ricorso massiccio ai contratti a termine dimostra quanto la Puglia faccia ancora fatica a trasformare la crescita in sviluppo stabile e lavoro di qualità. Serve una strategia condivisa tra istituzioni, imprese e parti sociali che rimetta al centro il valore del lavoro, della partecipazione e della contrattazione», evidenzia Castellucci.
Il sindacato richiama inoltre l’attenzione sul fenomeno dei contratti pirata e del dumping contrattuale, che in alcuni settori continuano a comprimere salari e diritti.
«Non possiamo accettare che la competitività continui a scaricarsi sul costo del lavoro. Occorre valorizzare la contrattazione collettiva maggiormente rappresentativa e promuovere modelli di sviluppo capaci di coniugare produttività, sicurezza, diritti e coesione sociale», sottolinea il segretario regionale.
La fuga dei giovani e il mismatch delle competenze
Un altro dato che emerge dal rapporto riguarda la difficoltà delle imprese nel reperire personale qualificato. In oltre un caso su tre le aziende dichiarano di non riuscire a trovare le professionalità richieste.
Per la CISL si tratta di una delle emergenze più rilevanti del sistema economico pugliese, aggravata dalla continua emigrazione di giovani laureati e lavoratori specializzati verso il Nord Italia e l’estero.
«Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro resta una delle principali emergenze della regione ed è aggravato dalla continua fuga di giovani qualificati verso il Nord Italia e l’estero. È indispensabile rafforzare servizi per l’impiego, orientamento, formazione e politiche attive del lavoro, creando un collegamento più forte tra scuola, università e sistema produttivo», osserva Castellucci.
Un patto generazionale per la Puglia
Per il sindacato la sfida dei prossimi anni sarà quella di costruire un modello di sviluppo capace di garantire opportunità stabili e adeguatamente retribuite, soprattutto alle nuove generazioni e alle donne.
«La Puglia ha bisogno di un vero patto generazionale, fondato sulla corresponsabilità e sulla partecipazione, per garantire ai giovani e alle donne opportunità di lavoro dignitose, stabili e adeguatamente retribuite. Solo così sarà possibile contrastare le disuguaglianze e costruire uno sviluppo più equo e inclusivo», conclude il segretario generale della CISL Puglia.
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