«Ad oggi, l’assenza di termovalorizzatori pubblici in Puglia che avrebbero consentito il trattamento in loco di tutto il Combustibile Derivato da Rifiuti (CDR), costringe la Regione a conferire fuori dal proprio territorio, sostenendo costi di trasporto esorbitanti che gravano sui bilanci delle famiglie pugliesi» dice Scatigna
Una richiesta di audizione sulla mancata chiusura del ciclo dei rifiuti e maggiori costi Tari a carico delle famiglie è stata presentata dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Tommaso Scatigna.
«Vi è la necessità di inserire nell’agenda dei lavori della V Commissione Ambiente la discussione di questi temi e ho chiesto di audire in merito il presidente Emiliano, l’assessore Triggiani, il direttore del Dipartimento Ambiente Paolo Garofoli e il direttore Generale Ager, Angelo Pansini – spiega Scatigna che prosegue – Com’è notorio, tanto il Piano di gestione dei rifiuti urbani del 2013, quanto quello del 2021 adottato con Delibera di Giunta Regionale n. 1651 del 15 gennaio 2021, sono rimasti inattuati nella parte relativa alla realizzazione di impianti pubblici per il trattamento dei rifiuti.
Ad oggi, l’assenza di termovalorizzatori pubblici in Puglia che avrebbero consentito il trattamento in loco di tutto il Combustibile Derivato da Rifiuti (CDR), costringe la Regione a conferire fuori dal proprio territorio, sostenendo costi di trasporto esorbitanti che gravano sui bilanci delle famiglie pugliesi.
Ad aggravare ulteriormente tale situazione – aggiunge Scatigna – è intervenuta la recente sentenza del Consiglio di Stato n. 10550 del 6 dicembre 2023 che ha annullato la delibera adottata dall’Arera nel 2021, così comportando un ulteriore aggravio economico per i cittadini pugliesi, con un aumento previsto della Tari del 50%.
La mia richiesta di audizione – conclude Scatigna – si pone come obiettivo quello di valutare possibili soluzioni immediate e concrete a partire da un aggiornamento del Piano di gestione dei rifiuti urbani che possa completare la realizzazione di impianti pubblici e altri interventi strutturali tali da consentire una gestione efficiente, sostenibile e a costi contenuti del ciclo dei rifiuti in Puglia.»








