Il consigliere regionale critica le dichiarazioni del governatore, elencando i dati negativi su crescita, lavoro, sanità, istruzione e trasporti. Sullo sfondo la corsa alla presidenza della Regione, con il centrosinistra in cerca di un candidato dopo Emiliano e il centrodestra diviso tra D’Attis e Gemmato
«Per Emiliano la Capitanata è il volano dell’economia pugliese, peccato che i numeri dicano tutt’altro». È l’affondo di Napoleone Cera, consigliere regionale, che replica al governatore uscente dopo una sua intervista in cui aveva definito la Puglia «una grande regione» e il territorio foggiano «motore di sviluppo».
Cera ha snocciolato una lunga serie di dati per smentire quella che definisce una narrazione lontana dalla realtà. «Nel 2024 la Puglia è cresciuta solo dello 0,5%, meno del Sud e della media nazionale. Altro che locomotiva, stiamo ancora rincorrendo», ha osservato.
Sul fronte occupazione, pur registrando un calo della disoccupazione, il consigliere ha evidenziato che la regione resta «più di dieci punti sotto la media nazionale». A preoccupare è anche il livello di istruzione: «Foggia detiene un tristissimo primato: il minor numero di laureati in Puglia, seconda solo a Siracusa su scala nazionale. I giovani rinunciano a studiare per difficoltà economiche, e questa politica sta rubando il loro avvenire».
Critiche anche alla sanità. «Liste d’attesa lunghe, screening oncologici poco diffusi, troppi cesarei, carenza di posti per anziani non autosufficienti e un 118 in difficoltà. Non a caso, nel 2023 i pugliesi hanno speso 126 milioni di euro per curarsi fuori regione».
Neppure gli aeroporti convincono: «Se Bari e Brindisi fanno numeri record, Foggia ha portato appena 62mila passeggeri in un anno, meno dell’1% del traffico pugliese. Altro che volano».
La fotografia finale è impietosa: «La Capitanata ha il reddito medio più basso d’Italia e nella classifica della qualità della vita siamo 99esimi su 107. Ogni estate famiglie e agricoltura vivono l’emergenza idrica. Non basta dire che la Puglia è diventata grande, bisogna dimostrarlo con i fatti», ha concluso Cera.
Le parole del consigliere si inseriscono in un clima politico sempre più acceso: il centrosinistra deve ancora decidere chi sarà il successore di Michele Emiliano, con i nomi di Antonio Decaro e Nichi Vendola in ballo tra veti e resistenze, mentre il centrodestra oscilla tra Mauro D’Attis (Forza Italia), forte dell’appoggio di Casellati, e Marcello Gemmato (FdI), che ha dichiarato: «Se mi sarà chiesto, risponderò presente».








