Maxi blitz dei Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce nei comuni di Racale, Alliste, Taviano, Melissano e Gallipoli: eseguite 18 ordinanze di custodia cautelare su richiesta della DDA, smantellata un’organizzazione dedita al traffico di droga e armi, con metodi mafiosi riconducibili alla Sacra Corona Unita. Tra gli indagati anche figure femminili con ruoli chiave nello spaccio; sequestrati ingenti quantitativi di stupefacenti e beni per oltre 90mila euro
È stato inferto un colpo durissimo alla criminalità organizzata del basso Salento. Dall’alba di oggi i Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 18 persone, 17 finite in carcere e una ai domiciliari, nell’ambito di una vasta inchiesta che vede complessivamente 33 indagati.
Gli arrestati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, lesioni personali aggravate, tentata estorsione, ricettazione e detenzione abusiva di armi, con l’aggravante del metodo mafioso. Le misure sono state emesse dal Gip del Tribunale di Lecce su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.
L’inchiesta partita da un pestaggio
L’indagine è iniziata nel marzo del 2022, quando un giovane di Taviano fu attirato in una trappola con il pretesto di un chiarimento. Invece di un confronto, subì un violento pestaggio e fu costretto a consegnare denaro per saldare un debito di droga. Quell’episodio ha svelato i contorni di un’organizzazione radicata, capace di gestire traffici di stupefacenti e di imporre la propria legge con metodi intimidatori.
Al vertice, secondo gli inquirenti, c’era Vito Paolo Vacca, 31 anni, nipote di Vito Paolo Troisi, storico boss della Sacra Corona Unita, e figlio di Angelo Salvatore Vacca, condannato all’ergastolo per omicidio e deceduto nell’agosto 2024. Vacca avrebbe ereditato il ruolo di comando, riorganizzando la compagine criminale e avvalendosi della forza intimidatrice del vincolo mafioso e della disponibilità di armi.
Il ruolo delle donne
Un aspetto emerso con forza riguarda il ruolo delle donne della famiglia: sei di loro sono state raggiunte da misure cautelari. Avrebbero gestito approvvigionamenti, spaccio e contabilità, garantendo la continuità delle attività illecite anche in assenza dei vertici maschili.
Le indagini, condotte con intercettazioni, pedinamenti e osservazioni, hanno documentato un traffico continuo di cocaina, eroina, marijuana e hashish, smerciati sia nei centri abitati sia nelle località marine. La droga veniva nascosta in buste della spesa o cartoni di vino e detersivi, con i residui di confezionamento bruciati per cancellare ogni traccia.
In un’intercettazione, lo stesso Vacca parla di un’operazione da 774mila euro che avrebbe fruttato oltre due milioni di euro sul mercato.
Il blitz, denominato “Pit Bull”, prende il nome dai cani che custodivano la casa di uno dei sodali e che aggredirono i Carabinieri durante una perquisizione, simbolo della pericolosità del clan.
Sono stati impiegati oltre 110 militari del Comando Provinciale, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Puglia”, del Nucleo Cinofili di Bari e dell’11° Reggimento Carabinieri “Puglia”.
Il bilancio è pesante: 17 arresti eseguiti, sette in flagranza, e il sequestro di 22 chili di cocaina, 10 chili di marijuana, 3,5 chili di eroina e 9 chili di hashish, oltre a beni per circa 91mila euro.
È doveroso ricordare che i destinatari delle misure sono al momento indagati e che la loro posizione sarà definitivamente vagliata solo al termine del processo, in ossequio al principio di presunzione di innocenza sancito dalla Costituzione.
I NOMI
VACCA Marica
VACCA Vito Paolo
BAGNO William
COLAZZO Gabriele
COLITTI Maria Grazia
DE LEONE Vanessa
MANNI Maicol Andrea
MANNI Valentino
MASTRIA Fabrizio
MASTRIA Luciano Kevin
NUTRICATI Christian
PARIGI Cesare
REHO Vito
SPENNATO Emanuela
SPENNATO Michele
TAFURO Sara
TRICARICO Luca
TROISI Natalia








