Dalla parte della Streusa, pensieri e parole fuori dal coro. Rubrica femminista, libera e onesta di Pamela Pancosta – Il mondo saluta Brigitte Bardot, l’ultima vera diva del mondo dello spettacolo. Simbolo della lotta animalista, della libertà sessuale e di espressione sconveniente e indisponente
di PAMELA PANCOSTA – Di lei si è detto tanto, pure troppo. Amata e odiata con la stessa intensità, si è fatta portavoce della ribellione giovanile e del costume negli anni della “bella vita”. Intrigante e innocente, libera e costretta all’angolo (per poco) dal bigottismo imperante degli anni Cinquanta.
Brigitte Anne Marie Bardot o semplicemente B.B. è stata simbolo dello spirito sovversivo della gioventù del tempo che rivendicava il diritto alla libertà sessuale e di espressione personale. Icona sexy del cinema francese e internazionale al pari della collega d’oltralpe Marylin Monroe, attrice, modella, cantante, ma anche attivista per i diritti degli animali. Il corpo celebrato in tutta la sua prorompente bellezza, gli affari personali dati in pasto al mondo del gossip fino a quando il peso della popolarità è diventato schiacciante, soffocante, stremante.
Con la stessa spontaneità con la quale ha posato e recitato davanti all’obiettivo, nello stesso modo ha permesso al mondo di raccontare i suoi amori e biasimare le sue scelte personali, lasciandosi infine travolgere da critiche, pressioni e giudizi. Quando la morsa morbosa del mondo dello spettacolo si è fatta insostenibile è arrivata a tentare di congedarsi da tutto e da tutti nel modo più drammatico. E ancora, nel momento in cui sarebbe stato più produttivo cavalcare l’onda del successo dopo aver girato decide di film, a
soli trentotto anni abbandona le scene per dedicare ogni sua energia e ogni centesimo alla tutela delle creature del mondo animale. Lontana dalle mille luci del cinema, finalmente serena, si rifugia nella sua villa di Saint-Tropez, il suo buen retiro, fino alla fine dei suoi giorni.
Politicamente schierata a destra, sostenitrice di Le Pen, ha spesso stroncato il mal sopportato governo Macron. Nessun eufemismo, ma espressione franca e audace del suo pensiero. Diverse denunce accumulate negli anni dell’attivismo anche per incitamento all’odio razziale, per le poco velate dichiarazioni contro sacrifici animali di tradizione islamica e gli insulti piuttosto “colorati” contro i cacciatori e sostenitori di pratiche crudeli nelle uccisioni di bestiame.
Si è auto definita un mito, nel senso più ampio del termine, senza preoccuparsi di risultare boriosa, rifiutato con forza l’etichetta di femminista anche condannando aspramente il movimento #metoo e fuggendo qualunque tipo di costrizione o idea convenzionale che altri tentavano di affibbiarle.
Schietta fino a risultare antipatica, poco accogliente pure nel ruolo di madre, schizzinosa nei confronti delle minoranze. Un personaggio fuori dalle righe, altero, che non ha mai rinunciato alla sua indipendenza da un uomo, da un mestiere, da un ruolo sociale. Alla fama ha preferito il sostegno agli esseri viventi non umani sfruttando la notorietà e sostenendo di essere stata “la prima vera animalista” del mondo con le sue lunghe battaglie, mettendo spesso in difficoltà politici a livello internazionale.
Regole sovvertite, stereotipi demoliti da passioni e convinzioni granitiche, non sempre condivisibili e opportune, ma presumibilmente espresse e mantenute senza costruzioni pregresse, perennemente fedele ai suoi ideali, anche nella sua solitudine, voluta e mai subita.
Perfino la notizia della sua dipartita affidata alla Fondazione che porta il suo nome, non alla famiglia, non agli amici, a testimonianza dell’unica vera e potente dedizione verso gli animali ai quali ha dedicato la parte più importante della sua vita.
Brigitte Bardot verrà ricordata per il fascino unico e irripetibile, ma soprattutto per aver impedito al resto del mondo di relegare la memoria della sua esistenza alle sole pose ammiccanti e il singolare broncio adolescenziale, rimanendo eternamente esempio di coraggio sprezzante, di salda coerenza e per quell’urlo animalista leggendario, potente inconfondibile.








